Il parlamento europeo boccia il bilancio

Con 506 voti contrari, 161 favorevoli e 23 astensioni, il parlamento europeo boccia li bilancio 2014/2020, approvato l’8 febbraio dalla conferenza di capi di stato e di governo. Il risultato della votazione del 13 marzo era stato paventato dalle parole dello stesso presidente del parlamento Martin Schulz all’approvazione del testo. Il presidente del parlamento aveva infatti promesso battaglia su un testo che per la prima volta si è visto ridotto rispetto al precedente  di (34 miliardi di euro in meno).

“Inoltre è necessario ripensare la rigidità di un bilancio pluriennale che non può essere considerato intoccabile” – commenta Monica Frassoni, presidente del Partito Verde Europeo – “come anche il modo in cui questo viene finanziato, che non può dipendere interamente dai contributi dei singoli stati ma deve godere di fonti proprie”.

Il merito dei contenuti del bilancio  è senz’altro il punto dirimente su cui le intenzioni del parlamento e del consiglio europeo non hanno trovato fino ad oggi un accordo, ma sotto l’esito della votazione si nascondono anche questioni di equilibri istituzionali. Il parlamento in qualche modo rivendica per sè un maggior peso nelle decisioni politiche dell’unione e la fase negoziale che sia apre oggi a proposito del bilancio è un banco di prova significativo. “Bisognerà capire quanto i singoli parlamentari europei” – sottolinea Monica Frassoni – “siano in grado di mantenere un’indipendenza rispetto ai propri governi e partiti di provenienza nazionali, e quanto invece non si assoggetteranno alle decisioni dettate dalle singole cancellerie”.

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