Note d’Oriente 09: Danzare malgrado tutto

EMIn questa puntata di Note d’Oriente vi parleremo della coraggiosa iniziativa di un gruppo di giovani tunisini, i “Danseurs Citoyens”, che reclama la strada e lo fa con la danza. Bahri Ben Yahmed, il fondatore del gruppo, è un coreografo e ballerino che si esibiva con i membri del progetto di danza tunisino “Art Solution” in Avenue Bourguiba, fino al giorno in cui gli islamisti irruppero e gli impedirono di continuare le perfomance. Ben Yahmed però non si è dato per vinto ed ha messo su questo nuovo progetto attraverso il quale dei ballerini portano l’arte per le strade di Tunisi, con performance inaspettate che coinvolgono i passanti.

Restando nel Maghreb vi presenteremo due film marocchini usciti da poco nelle sale.

Il primo di questi è “Tinghir – Jerusalem: Echoes from the Mellah” del regista Kamal Hachkar che è stato presentato al festival di Tangeri. Il film si rivolge alla popolazione dei villaggi berberi dell’Alto Atlante con dei ricordi legati a quegli ebrei che lasciarono il Marocco negli anni ’60 per andare in Israele. Il regista poi compie un viaggio a Gerusalemme dove va ad incontrare proprio quegli ebrei, che ancora parlano il dialetto marocchino e la lingua berbera, che ricordano con nostalgia la terra che hanno abbandonato per traferirsi in Palestina. Il film ha scatenato violente reazioni in Marocco ma lo scopo del film, secondo quanto afferma il regista, è semplicemente quello di raccontare una parte della storia del Marocco che è stata sepolta.

Il secondo film è “Goodbye Morocco” del regista franco-algerino Nadir Moknèche. Al centro della pellicola c’è la storia complessa di una donna marocchina, Dounia, a cavallo tra due mondi, in continua lotta per ottenere quella libertà che in Marocco è ancora difficile ottenere.

Dal mondo arabo faremo un breve salto in America per parlarvi di “Muslims are coming”, un film itinerante seguito da un tour comico portato avanti da una troupe di quattro comici musulmani che si batte, attraverso il potere della battuta, contro l’ottusità di chi non conosce l’Islam in America.

Tornando in Egitto vi segnaleremo il festival artistico Downtown Contemporary Arts Festival che si terrà dal 4 al 28 aprile prossimi e che porterà nelle strade di Downtown Cairo una serie di performance di teatro indipendente, danza e musica oltre a mostre pittoriche, proiezioni di film e workshop. L’obiettivo del festival è quello di riaffermare il ruolo dell’Egitto come centro culturale della regione oltre che evidenziare l‘importanza della sua scena artistica indipendente.

Infine concluderemo la puntata parlandovi degli Aragoz, un’arte di strada tipicamente egiziana che rischia di scomparire per sempre. L’Aragoz è un tipo di marionetta, simile ai nostri pupi o alle nostre maschere, nata in Egitto tra il 13° e il 14° secolo che deve il suo nome a Qaraqosh, nome del visir durante il regno di Saladino. La crudeltà di questo visir era tale e l’odio che suscitava tra la gente talmente grande che gli egiziani iniziarono a prenderlo in giro tramite le marionette. Gli Aragoz hanno da sempre fatto divertire i bambini ma il sarcasmo politico delle loro battute ha affascinato anche i grandi.

Playlist della puntata:

Mashrou’ Leila – Latlit

Souad Massi – Thighri

Jadal – Yawm Al-Jum3a Dayman Ashwab

Emel Mathlouthi – Ya Tounes Ya Meskina

Akher Zapheer – Testa’i  Metel el-Shams

Hayajan – Wen el-Kalam

Syrian Bear – My name is regime

Cairokee – W Ana Maa Nafsi Aed

In redazione: Francesco Tomassi, Laura Lucarelli

L’archivio storico delle puntate è disponibile su Mixcloud

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