Passpartù 18: sostegno psicologico sotto sfratto

images (6)Dal 15 gennaio il Centro Frantz Fanon non si trova più nel locali dell’ A.S.L. To. 1, dopo 10 anni la convenzione non è stata più rinnovata. Il Centro torinese offre da 17 anni un servizio di counselling, psicoterapia e supporto psicosociale per gli immigrati, i rifugiati e le vittime di tortura. Un’ eccellenza che parte dall’ idea di offire un sostegno a tutto tondo che non si limita al mero supporto psicologico o alla mediazione culturale, ma integra tra loro gli interventi e li personalizza per ogni assisitito. “Con 65.000 euro annui noi ci prendevamo cura di 250 pazienti,  grosso modo la stessa spesa che l’A.S.L. sostiene per un anno di ricovero per un solo paziente” ci ha spiegato Roberto Beneduce, responsabile del centro, che ora è ospitato da altre associazioni locali. L’assistenza psicologica, integrata a quella legale e sociale, è una esigenza fondamentale per rendere effettivo il diritto d’ asilo dei migranti che arrivano sul nostro territorio in fuga da guerre e persecuzioni, tuttavia i tagli al welfare ed agli enti locali rischiano di mettere in crisi un sistema già di per sè insufficente a rispondere alle esigenze di tutti. “A causa dei tagli i comuni sono in crisi, ormai è difficile mettere in bilancio persino quella piccola quota di co-finanziamento necessaria ai progetti S.P.R.A.R.” denuncia invece Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Se i tagli indiscriminati ai servizi colpiscono il sistema ordinario, la fine della proroga del piano ENA (Emergenza Nord Africa) minaccia di lasciare per strada migliaia di richiedenti asilo giunti sopratutto dalla Libia. Nonostante le spese esorbitanti, in un anno e mezzo di emergenza i migranti sono stati sparsi distribuiti in strutture più o meno improvvisate in giro per le regioni italiane, quasi sempre senza nessuno di quei servizi che avrebbero dovuto favorirne l’uscita dal sistema d’accoglienza ed alcuni senza neanche aver ottenuto dei documenti in regola. Melting Pot ha quindi lanciato un appello alla mobilitazione a partire dal 25 febbraio per chiedere la proroga dei finanziamenti ed il loro corretto utilizzo, il rilascio di permessi di soggiorno a tutti i migranti ancora intrappolati nel limbo della burocrazia e che l’uscita dall’emergenza sia gestita in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Ospiti della puntata:

In redazione: Khaldoun, Marco Stefanelli. Seguici su

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