Note d’Oriente 07: La musica salverà il mondo

HZ&HH2In questa puntata di Note d’Oriente parleremo della Musica e di come sia, in ogni luogo ed epoca, un’ancora di salvezza per tornare a sperare nel futuro.

All’inizio vi introdurremo la band cairota dei Kayan, un gruppo nato ad inizio 2008 dalla fusione di due band, i Free Way e i Darbaka. Lo scopo del gruppo è quello di fare rock’n’roll con tutte le sue sottocategorie, come Heavy Metal, Hard Rock, Grunge, Alternative, Progressive, Punk, il tutto nella cornice della lingua araba.

La loro musica è adatta a tutte le età, i giovani la amano perché gli parla dei loro problemi e delle loro necessità nella vita di tutti i giorni, mentre i più grandi ne sono attratti perché genera in essi  un sentimento di nostalgia per gli anni ‘60 e ‘70.

Dall’Egitto passeremo in Afghanistan, più precisamente a Kabul, dove, sulle macerie di una scuola di musica andata distrutta 15 anni fa dai talebani, sorge oggi l’Istituto Nazionale di Musica dell’Afghanistan. Il direttore e fondatore della scuola, il Dr Naser Sarmast, è un compositore e musicista che ha compreso che solo la musica poteva curare le anime dei bambini provati dalla guerra e ha deciso di far nascere a Kabul la scuola dove oggi i ragazzi studiano la musica tradizionale afghana cosi come quella classica.

Un altro esempio di volontà di ridare il sorriso ai ragazzi attraverso la musica è un progetto dell’associazione Al-Kamandjati che in tre anni è riuscita a far sì che cinquemila bambini di tre campi palestinesi potessero acquisire i principi della musica, dell’arte di suonare e del canto, grazie al supporto del musicista Ramzi Abu Radwan Musa.

Proseguiremo il nostro viaggio andando in Iraq, dove nella capitale Baghdad si è da poco tenuto un festival in cui i migliori parrucchieri ed estetisti del paese si sono riuniti per mostrare il loro talento, una mossa simbolica per porre fine a lunghi anni vissuti nella paura e per ridare vita a Baghdad, città una volta dinamica e liberale.

In questo periodo di festival e rassegne cinematografiche anche il Maghreb e il Medio Oriente propongono due titoli molto interessanti.

Il primo è il film “Il sacco di farina” della regista belgo-marocchina Khadija Leclere che narra la dura realtà che deve affrontare una ragazza marocchina con ambizioni e nobili ideali.

Il secondo film, molto atteso, è When I Saw You, della regista giordano-palestinese Annemarie Jacir che narra le vicende di due rifugiati palestinesi, il piccolo Tarek e sua madre Ghaydaa, i quali attraversano il confine giordano e vengono messi in un campo rifugiati temporaneo in attesa di poter tornare nella loro patria.

Sempre a proposito di Palestina vi parleremo di una campagna lanciata a Ramallah dal titolo «Kitab fi taxi» (“Un Libro nel taxi”). Questa iniziativa, organizzata da un gruppo di giovani scrittori palestinesi, consiste nel distribuire numerosi libri sui mezzi di trasporto pubblico della città.

Nella prima fase di questa iniziativa sono stati coinvolti più di 300 veicoli in cui sono state collocate delle borse contenenti dai 5 ai 10 libri. I libri messi a disposizione nei veicoli sono dei generi più disparati, per soddisfare le esigenze della grande varietà di passeggeri. L’obiettivo della campagna è quello di incoraggiare i palestinesi alla lettura e consolidare l’identità culturale palestinese attraverso libri che narrano della Palestina, della sua storia e delle sue vicende.

Concluderemo la puntata parlando dei graffiti nel mondo arabo e del loro legame con le rivoluzioni. I graffiti sono diventati infatti pericolosi mezzi d’espressione temuti dai governi più per il loro messaggio che per la loro presenza.

Pascal Zoghbi, un tipografo libanese, è stato tra i primi a studiare questo fenomeno nei paesi arabi e ha riassunto questo suo studio pluriennale nel libro Arabic Graffiti del 2012. Nel libro il tipografo presenta i graffiti come un trend intellettuale piuttosto che come un atto vandalico di una gioventù frustrata. Fedele a questa convinzione cerca sempre di collegare le opere analizzate con gli eventi sociali che le hanno ispirate dal momento che i graffiti sono come voci delle città che parlano della vita sociale e politica del mondo arabo.

 

Playlist della puntata:

Hindi Zahra – Oursoul

Kayan – Lamma Kunna Sughayerin

Sharmoofers – E3del Moodak

Aziz Maraka – Ibky

Mashrou’ Leila – El Hal Romansy

Emel Mathlouthi – Ma Lkit

Yasmine Hamdan – Nediya

Autostrad – Ehna Nhabasna

 

In redazione: Francesco Tomassi, Laura Lucarelli

 

L’archivio storico delle puntate è disponibile su Mixcloud

 

Photo by Hassan Hajjaj
courtesy of Hassan Hajjaj and “The Third Line”

 

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