Fine del piano ENA: mobilitazione nazionale al fianco dei migranti

Il 28 febbraio terminerà il piano Emergenza Nord Africa (ENA) e decine di migliaia di rifugiati arrivati in Italia a seguito delle primavere arabe rischiano di ritrovarsi per strada. Avviato un anno e mezzo fa il piano avrebbe dovuto garantire l’accoglienza e il sostegno per i migranti arrivati dalla Tunisia e successivamente dalla Libia, ma ,sottolinea Nicola Grigion di Melting Pot, si è risolto in fallimento. Salvo in qualche rara esperienza” scrive Melting Pot, che ha lanciato l’appello per una mobilitazione nazionale con i migranti, “nessuna delle strutture di accoglienza ha costruito le condizioni minime perché i rifugiati provenienti dalla Libia avessero l’opportunità di rendersi autonomi, indipendenti ed inserirsi nei nostri territori. Niente corsi di formazione, nessuna traccia dell’inserimento lavorativo, zero inserimento abitativo”. Lettera morta è rimasta anche la volontà espressa dal governo nel settembre del 2012 di finanziare 10.000 borse lavoro. “Queste persone sono state abbandonate e parcheggiate in strutture spesso fatiscenti” ricorda Grigion. “Con la mobilitazione chiediamo che l’accoglienza venga prorogata oltre il 28 febbraio ma che le risorse vengano destinate realmente alle persone e al loro inserimento abitativo”. La mobilitazione, cui hanno aderito decine di realtà e associazioni, è prevista per il 25 febbraio e tra le richieste dell’appello c’è anche il rilascio immediato dei permessi di soggiorno dei titoli di viaggio e delle carte d’identità. Intanto il Ministero degli Interni ha fissato una “buonuscita” di 500 € a testa per i rifugiati che usciranno dal sistema d’emergenza,  somma che Melting Pot ha definito “un’elemosina che servirà a comprare un biglietto verso le periferie dei diritti, verso l’Europa di Dublino che ricaccia i rifugiati”.

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