Passpartù 16: se non sei elettore non esisti

A due settimane dalle elezioni i migranti sono completamente al di fuori del dibattito politico. Se nel 2008 i temi legati all’immigrazione sono stati tra i cavalli di battaglia della campagna elettorale sopratutto delle destre, in vista delle elezioni 2013 i temi che infuocano il dibattito pubblico sono invece le politiche fiscali ed economiche. I programmi dei partiti e delle coalizioni rispecchiano la tendenza evidenziata dalla campagna elettorale ed alle politiche migratorie sono dedicate, nel migliore dei casi, poche parole in fondo al programma. “Per i partiti se non voti non sei una persona” ha dichiarato ai nostri microfoni Marco Revelli, professore di Scienza Politica presso l’Università del Piemonte Orientale, per spiegare come mai la politicia si occupa di migranti solo quando il tema è spendibile in termini di marketing elettorale.

Il PDL e la Lega nel 2008 parlavano di immmigrazione fin dalle prime righe dei loro programmi, includendola nel tema della sicurezza e promettendo leggi più restrittive e di aumentare il numero dei centri di detenzione. Quest’anno non cambia la chiave di lettura securitaria del fenomeno, ma ad esso sono dedicate pochi e generici accenni al ventesimo punto del programma di coalizione e nulla più.
Allo stesso modo il programma del PD affrontava il tema con molte proposte volte a superare la legge Bossi-Fini, il sistema dei CIE ed a semplificare le procedure per ottenere il permesso di soggiorno, Nonostante i democratici abbiano scelto di candidare molti “nuovi italiani”, nel programma delle politiche 2013 si parla solo del diritto di cittadinanza per le seconde generazioni.
Poche parole sui migrati anche nel programma di Rivoluzione Civile, mentre nessun accenno  nell’agenda Monti e tra le proposte di Oscar Giannino.
Solo un riferimento all’insegnamento della lingua italiana nel programma del movimento 5 stelle.
Tra i partiti che dovrebbero superare la soglia di sbarramento imposta dalla legge elettorale, solo Sinistra Ecologia e Libertà và oltre le indicazioni generiche impegnandosi, tra l’altro, per l’abolizione della legge bossi fini, per la chiusura dei CIE, per il voto amministrativo ai migranti e la cittadinanza ai loro figli.
Merita una mensione il partito fondato da Magdi Cristiano Allam, l’ex vicedirettore di origine egiziana del corriere della sera che convertitosi al cristianesimo si presenta alle elezioni con il suo “Io amo l’Italia”, movimento il cui programma è al limite e forse oltre il limite della xenofobia, proponendo una forte politica identitaria che si traduce in un irrigimento delle politiche migratorie, in particolare verso le persone di religione islamica, e l’accesso prioritario ai servizi sociali per la popolazione autoctona.

Il quadro è quello di una desolante indifferenza verso i 5 milioni di stranieri che vivono in Italia, di cui 2 milioni di titolari di permesso di soggiorno di lunga durata ed 1 milione e mezzo di cittadini comunitari, una indifferenza cui tentano di porre rimedio organizzazioni della società civile come l’ ASGI, che in vista delle elezioni ha pubblicato un manifesto in 10 punti per la riforme delle leggi sull’immigrazione.

Ospiti della puntata:

  • Prof. Marco Revelli, Professore di Scienza della Politica all’università del Piemonte Orientale;
  • Avv. Alberto Guariso, componente del direttivo ASGI
  • Gabriella Guido, portavoce della campagna LasciateCIEntrare

In redazione:  Khaldoun, Marco Stefanelli. Seguici su

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