L’Alchimista 10: Case da pazzi

palazzi (1)Che il mattone sia stato l’elemento catalizzatore di un’economia gonfiata, è cosa nota, quasi luogo comune. Dall’esplosione della bolla dei mutui subprime negli USA, fino alla crisi edilizia in Spagna – passando naturalmente per il nostro paese – l’edilizia e la speculazione finanziaria sono i due assi principali di un’economia drogata che per anni ha reso profitti abnormi per pochissimi e oggi fa ricadere le perdite sugli stati e su centinaia di milioni di persone.

“Quello spagnolo è stato un modello virtuoso.” – racconta Rossella Marchini, architetto e urbanista – “Dopo la morte di Franco e l’avvento della democrazia, la funzione sociale della casa è stata per anni al centro del pensiero urbanistico”. Fino agli anni novanta, quando anche il mattone spagnolo entra nel grande mercato globale. “Il debito delle famiglie spagnole, fino ad allora molto limitato” – spiega Eva, del collettivo “Osservatorio Metropolitano di Madrid” – “è cresciuto a dismisura grazie all’emissione di mutui a tasso variabile, che hanno finanziarizzato e legato alle oscillazioni di mercato i risparmi delle famiglie spagnole”.

La situazione di Roma, per quanto esasperata, può esser presa a paradigma del quadro italiano. “C’è una sostanziale continuità tra le politiche dei sindaci Veltroni e Alemanno” – commenta Antonello Sotgia, architetto e urbanista – “l’idea di fondo è quella di una città in vendita al miglior offerente, in cui il consumo di suolo e la qualità sociale delle costruzioni è assolutamente trascurata”.

Il risultato in entrambi i paesi è un mercato bloccato, con migliaia di case invendute o che ritornano nei portafogli delle banche a causa dell’insolvenza degli acquirenti. “In Italia esistono 694 mila alloggi invenduti, a fronte di una domanda di edilizia sociale pari a 583 mila” – sottolinea Rossella Marchini – “Nel 2011 in Italia sono stati ordinati 63 mila sfratti di cui ben 56 mila per morosità, di questi 28 mila sono stati eseguiti dalle forze dell’ordine.” Numeri che nulla hanno da invidiare a quelli registrati in Spagna, dove il problema dei mutui impazziti e degli sfratti assume il carattere di piaga sociale. I numeri delle case invendute o sfitte nella capitale sono statosferici, un totale di circa 300.000 unità. “Eppure a Roma il sindaco uscente Gianni Alemanno prova a far approvare 64 delibere che concederebbero  i permessi per l’edificazione di ben 66.000 altri alloggi”. Il meccanismo è folle ma risponde a una sua logica, che trova proprio nei mercati finanziari e nel sistema del credito la propria giustificazione. “Le costruzioni invendute costituiscono comunque un valore spendibile per ottenere credito” – spiega Andrea Baranes della Fondazione Culturale Banca Etica – “e una volta in questo meccanismo è impossibile uscirne, con effetti devastanti sull’economia reale”.

La risposta sociale alla crisi del mercato immobiliare e ai drammi umani e sociali che questa ha determinato. In Spagna prende piede la Plataforma de Afectados pol la Hipoteca (PAH), che, spiega Eva del collettivo  “Osservatorio Metropolitano di Madrid” – “oltre a fornire supporto legale agli sfrattati, pratica l’opposizione concreta agli sfratti, aggregando le persone colpite da questa ingiustizia”. A Roma riprende invece vigore la pratica delle occupazioni, per la verità mai sopita. Il 6 dicembre 2012 i movimenti per il diritto all’abitare occupano a Roma ben otto edifici, tutti invenduti.

“Avevo acceso un mutuo a tasso variabile, consigliato dalla banca stessa” – racconta Antonio, occupante di uno dei palazzi occupati il 6 dicembre – “ma in due anni la rata si è moltiplicata per tre e la banca si è ripresa la casa”. “Le occupazioni disegnano una possibile riforma edilizia per Roma” – sottolinea Antonello Sotgia – “una riforma che parla di rispetto del territorio e di riuso sociale dell’immane patrimonio edilizio destinato a rimanere invenduto mentre decine di migliaia di persone sono alla ricerca di un alloggio.”

Ospiti della trasmissione:

-Rossella Marchini, architetto e urbanista
-Antonello Sotgia, architetto e urbanista
-Eva, membro del collettivo “Osservatorio Metropolitano di Madrid”
-Andrea Baranes, Fondazione Culturale Banca Etica
-Gli occupanti di Anagnina

L’Alchimista viene trasmesso da:

-Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
-Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
-Radio Flash, il martedì alle ore 20
-Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
-Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna

 

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