L’Alchimista 09: Grecia, la legge fuori legge

Villa_Amalias_Athens-250x250Il 20 dicembre 2012 i reparti speciali della polizia greca hanno sgomberato Villa Amalias, storico squat ateniese nel quartiere “nero” di Aghios Panteleimonas. Dopo l’operazione – che ha portato all’arresto di otto persone – le forze di polizia sono rimaste a presidio dell’immobile. Il 9 di gennaio centinaia di persone sono riuscite ad eludere la sorveglianza e rientrare nella villa. Immediata la reazione della polizia che ha ripreso possesso della villa e arrestato 92 persone. Questi, in estrema sintesi, i fatti che hanno dato il via al più duro attacco che le realtà indipendenti e autorganizzate abbiano subito dalla fine della dittatura ad oggi.

“Le accuse per gli arrestati vanno dalla fabbricazione di ordigni esplosivi al possesso di armi”  – racconta Ioanna Kurtovik, avvocatessa che ha assunto la difesa degli arrestati – “ma si tratta solo delle bottiglie rimaste dall’ultimo concerto, della nafta per la stufa e dei coltelli della cucina”. L’occupazione di Villa Amalias risale a ben 23 anni fa e non è certo la prima volta che subisce attacchi. “Già altre volte la polizia aveva fatto irruzione e portato via delle persone” – continua  Ioanna Kurtovik – “ma queste sono state sempre assolte e la vita dello spazio occupato è sempre andata avanti regolarmente. Questa volta invece son rimasti a presidiare la villa.”

Dopo quello di Villa Amalias la polizia ha operato altri due sgomberi “pesanti” in città e pare siano ben 40 le occupazioni a rischio sgombero in tutto il paese. Tra queste la clinica occupata dove presta servizio Dimitris, che racconta: “La criminalizzazione degli squat non inizia certo oggi. Da settembre assistiamo a una campagna sistematica che prova a dipingere le occupazioni come una minaccia per il vivere civile e per tutta la società”. La campagna diffamatoria produce però degli effetti spesso contraddittori. “Dopo questa pubblicità” – continua Dimitris – “in tanti si sono avvicinati di più alle nostre realtà, vogliono conoscere e capire. Le nostre assemblee si sono raddoppiate nei numeri”.

Dall’inizio della crisi l’atteggiamento di governo e forze di polizia nei confronti di quanti esprimessero forme di dissenso, non è stato certo tenero. “I gas lacrimogeni utilizzati in Grecia sono illegali” – continua Dimitris – “ma la corte ha risposto al nostro ricorso dicendo che sono illegali in situazioni di guerra ma ora siamo in tempo di pace”. L’attacco alle realtà autorganizzate è un altro tassello di una stretta “legalitaria” ben tracciabile dalle parole di Ioanna Kurtovik: “Prima dell’inizio della crisi la Grecia aveva una legislazione piuttosto garantista in materia di espressione del dissenso, probabilmente a causa della dittatura recente. Progressivamente vengono introdotte misure prima impensabili, come le riprese video delle manifestazioni e l’aggravante del travisamento del volto per reati commessi in situazioni di piazza”.

Le ipotesi su quale sia l’intenzione generale del governo nell’alzare il livello dello scontro, sono diverse. “In molti pensano che il governo volesse trovare un diversivo mediatico per far passare in silenzio le ultime misure adottate” – commenta Dimitris – “o che si tratti di un messaggio alla popolazione intera, per indurla a non ribellarsi ai piani di austerità”.

Pur non vivendo un momento di forte mobilitazione il paese appare tutt’altro che pacificato. Lo sciopero di otto giorni dei lavoratori della metro, ad esempio, ha paralizzato Atene fino a quando gli scioperanti sono stati precettati. “Le forze speciali sono entrate nella metro alle 4 del mattino del 24 gennaio” – racconta Dimitris – “utilizzando gli stessi metodi usati nello sgombero degli squat”.
Altre categorie di lavoratori dei trasporti si sono mobilitate in solidarietà ed altre si stanno organizzando per farlo nei prossimi giorni.

In un paese che aspetta ancora di rendersi conto degli effetti del terzo memorandum – approvato nelle scorse settimane – e delle recenti riforme in materia fiscale, l’offensiva governativa sembra rivolta a creare le condizioni per gestire anche questo passaggio delicato, agendo preventivamente sui potenziali focolai di dissenso organizzato: i movimenti e i sindacati. In una progressiva spirale di radicalizzazione dello scontro e impedendo ogni livello possibile di mediazione, il governo di Samaras sta giocando un gioco pericoloso, ma non dissimile da quello giocato in altri paese da altri leader europei. Come in Germania e in Italia, l’orizzonte parlamentare greco parla della possibile aggregazione di forze provenienti da tradizioni differenti intorno alla figura del premier, in una grande coalizione di centro che traghetti il paese in questa nuova era di razzia neoliberale. Schiacciando ogni forma di contestazione e dissenso.

Ospiti della trasmissione:

-Ioanna Kurtovik, avvocatessa, membro della Rete per i Diritti Sociali e Politici, difensore Villa Amalias
-Dimitris, medico della Clinica Occupata ad Atene
-Margherita Dean, collaboratrice da Atene per Radio Popolare ed E il Mensile

L’Alchimista viene trasmesso da:

-Radio Citta Fujiko,  il  lunedì alle ore 13.00
-Radio Beckwith, il mercoledì alle ore 10.00 e in replica la domenica alle ore 13,30
-Radio Flash, il martedì alle ore 20
-Radio Kairos, il mercoledì alle ore 15,30 e in replica il sabato alle ore 20.00
-Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00

In redazione: 
Ciro Colonna, Andrea Cocco

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