Roma, sgomberato SCUP, lo stato difende la svendita del patrimonio pubblico

All’alba del 25 gennaio decine di agenti della polizia e dei carabinieri ha fatto irruzione nei locali di SCUP (Sport e Culture Popolari), nel quartiere di San Giovanni, a Roma. L’edificio, occupato da circa nove mesi, era stato adibito da una  vasta coalizione sociale a sede di una palestra popolare, di corsi di sport e di lingua, di attività rivolte ai bambini e alle famiglie. Avevano trovato inoltre casa a SCUP una piccola osteria sociale la radio web RADIO SONAR.

“L’attacco a SCUP è arrivato totalmente inaspettato” – commenta Marco, uno degli occupanti – “quando siamo arrivati abbiamo trovato le forze di polizia che lo presidiavano, liberandolo, come dicono loro, dall’occupazione illegale”.

Quella dello stabile in Via Nola è una storia di ordinaria dismissione di patrimonio pubblico in tempo di austerity. “Inserito dal secondo governo Berlusconi nella lista dei beni alienabili” – racconta Marco – “l’edificio è stato venduto per una cifra ridicola a una società prestanome, nata solo un mese prima della transazione, con a disposizione un capitale sociale di soli 10.000 euro e intestata a due anziani ultraottantenni”. L’occupazione si inserisce in una fase avanzata di questo processo, impedendo alla società che ha acquisito il bene di entrarne in possesso. “La società ha minacciato il Demanio, quindi lo stato, di rifarsi economicamente su di lui” – continua Marco -“arrivando a chiedere fino a 50.000 euro al mese di indennizzo. A questo punto lo stato si trova costretto a difendere le proprie politiche di privatizzazione, ai danni come sempre dei cittadini e a favore di pochi facoltosi e potenti, che inoltre preferiscono rimanere anonimi”.

La giornata del 25 è proseguita in strada, dove sono state spostate le attività cui SCUP si dedica abitualmente, dalle lezioni di kickboxing e capoeira fino allo spazio con i giochi per i bambini e la ristorazione sociale. Nel tardo pomeriggio è stata indetta un’assemblea pubblica per decidere il da farsi. Tutto il fine settimana sarà caratterizzato da una forte presenza in strada, “con l’obiettivo di rendere visibile quanto sta accadendo e di coinvolgere il quartiere e la cittadinanza” – conclude Marco.

Nel frattempo camionette e uomini in assetto antisommossa presidiano lo spazio dall’interno.

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