Proteste e presidi contro il provvedimento che cancella il referendum

Iniziative e presidi in tutta Italia per contrastare il provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) attraverso il quale verrebbero di fatto cancellati i risultati del referendum sull’acqua del giugno 2011. A Roma i comitati dell’acqua hanno organizzato un sit in davanti alla sede dell’AEEG, dietro Fontana di Trevi, esponendo una lettera di dimissioni in formato gigante da far firmare ai tecnici dell’autorità, mentre a Torino, sempre in mattinata, è stata occupata la sede dell’ATO. Approvato lo scorso 28 dicembre, il provvedimento dell’AEEG reintroduce nelle bollette la remunerazione del capitale, consentendo così alle società che gestiscono i servizi idrici ampi margini di profitto. Una possibilità che era stata abrogata dal referendum del giugno del 2011 e che oggi, sottolinea Simona Savini del Forum dei movimenti dell’acqua, verrebbe reintrodotta di soppiatto. Il tentativo di cancellare la volontà espressa da 27 milioni di italiani era già stato effettuato dal governo Berlusconi e oggi viene riproposto in perfetto stile montiano, inserendo la norma in un documento estremamente tecnico ad opera di un apparato tecnico. I movimenti per l’acqua sono pronti a presentare un ricorso al TAR per un provvedimento giudicato incostituzionale, e nel frattempo le proteste continuano. L’8 e 9 febbraio sono previste una serie di iniziative in tutta Italia con l’obiettivo di spingere partiti e candidati alle prossime elezioni a schierarsi apertamente sull’acqua e l’esito referendario.

 

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