Passpartù 14: memoria selettiva

Con una legge del 2000 l’ Italia ha istituito la Giornata della Memoria, dedicando il 27 gennaio al ricordo delle vittime dell’olocausto. Nel testo della legge si fà esplicito riferimento alla Shoa, lo sterminio degli ebrei, nessun accenno invece al Porrajmos: la persecuzione di Rom e Sinti che ne dimezzò il numero.  Del Porrajmos (“divoramento” in Romanì) si è preferito non parlare,  si è voluto cancellare dalla memoria dell’olocausto, come avviene per la persecuzione dei testimoni di Geova e degli omosessuali che spesso sono passati dai campi di concentramento nazisti direttamente nelle carceri della Germania liberata. Recentemente però il velo sul tetativo di sterminio ai danni dei Rom e dei Sinti si è squarciato e se ne parla sempre di più, anche grazie all’impegno di associazioni e degli storici, e l’inaugurazione di un monumento commemorativo vicino al parlamento tedesco nell’ ottobre del 2012 nè è testimonianza. Ci sono voluti 68 anni perchè la germania riconoscesse alle vittime del Porrajmos la stessa dignità di quelle della Shoa.  I Rom non furono tra i testimoni convocati per il processo di Norimberga ed i beni di cui furono spogliati non sono mai stati risarciti.

Mentre l’ antigiudaismo è sicuramente la più stigmatizzata tra le forme di razzismo, la discriminazione a danno di Rom e Sinti è vista quasi bonariamente, tollerata socialmente e spesso persino legittimata nel discorso pubblico dalla stampa o dalle istituzioni. Emblematiche le ordinanze di alcuni sindaci che nel nord italia sono arrivati a imporre divieti di sosta “etnici”, destinati cioè ai soli Rom, e le condizioni di vita nei cosidetti campi nomadi che in qualche modo ricordano i campi di internamento fascisti. Negli ultimi anni qui in Italia sono sorte oltre 40 associazioni Rom che reclamano il loro diritto a prender parte alla vita pubblica ed a decidere del loro destino, cercando di superare la piaga dei campi e della marginalizzazione. Tra le prime richieste il riconoscimento dello status di minoranza linguistica: la legge 482 del 1999 riconosce e promuove la conservazione delle tanteminoranza linguistiche italiane, anche il romanì è parlato da una porzione della popolazione italiana ormai da secoli ma non è stato incluso in questo riconoscimento.  Poi l’inserimento del Porrajmos nella già citata legge istituiva della Giornata della Memoria e l’incusione dei Rom nella discussione delle politiche a loro rivolte, come previsto dalla strategia nazionale di inclusione sociale. In tempo di elezioni queste richieste si sono tradotte in “Agende Rom e Sinti” locali e nazionali che sono state sottoposte ai candidati.

Ospiti della puntata:

  • Santino Spinelli, musicista, docente di lingua e cultura romanì
  • Luca Bravi, ricercatore
  • Carlo Berini, associazione Sucar Drom
  • Antonella Nonino, delegata del Comune di Udine ai rapporti con le popolazioni rom e sinte

Per approfondire:

In redazione: Khaldoun, Marco Stefanelli, Ciro Colonna . Seguici su

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