La leva finanziaria e il grande circo della finanza

Il grande casinò della finanza è il principale responsabile del dissesto economico che affligge le economie di mezzo mondo. A essere principalmente sotto accusa sono i meccanismi di speculazione che non fanno riferimento a valori reali, ma a denaro identificato come “virtuale”.

Viene definita “leva finanziaria” il rapporto tra il valore degli investimenti fatti e l’effettiva quantità di denaro posseduta. “Le banche si indebitano per centinaia di volte il loro patrimonio,” commenta Andrea Baranes della Fondazione Culturale Banca Etica, “se gli investimenti vanno bene incassano l’utile, se, come è accaduto negli ultimi anni le cose vanno male, socializzano le perdite.”

Riprendendo un suo recente articolo sull’argomento, pubblicato sul blog della campagna “Non con i miei soldi”, Baranes continua ai nostri microfoni: “La finanza effettua i propri investimenti e le proprie speculazioni con una leva molto elevata. E’ inoltre uso comune degli istituti di credito prestarsi i soldi a vicenda per moltiplicare investimenti e profitti. E’ chiaro che una singola perdita di un singolo investitore rischia di innescare un effetto a catena capace di contagiare l’intera finanza mondiale.”

Negli ultimi anni abbiamo più volte sentito risuonare il ritornello del too big to fail, riferito ai grandi istituti di credito salvati dal fallimento con fondi pubblici e a costo di violente politiche di austerità. Per chi fosse ancora stupito di come a fronte di tutto questo, la finanza non venga regolata diversamente, è forse il caso di considerare che non si tratta di un semplice rapporto di sudditanza della politica nei confronti della finanza. A esser cambiato, probabilmente è il rapporto tra i due attori, con sempre più evidenti sovrapposizioni e coincidenze.
“E’ come giocare al casinò con i soldi degli altri”, conclude ironicamente Baranes, “a queste condizioni perchè le banche non dovrebbero farlo?

 

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