Note d’Oriente 02: jazz, letteratura e videogame

nefertiti_defNella seconda puntata di Note d’Oriente, il settimanale di musica e cultura araba dell’agenzia AMISnet, inizieremo parlando dei romanzi finalisti dell’Arabic Booker 2013. Il 9 gennaio scorso è stata infatti annunciata a Tunisi la shortlist tra cui il prossimo 23 aprile, ad Abu Dhabi, verrà scelto il romanzo vincitore. L’annuncio dei 6 romanzi finalisti ha sorpreso non poco il pubblico suscitando alcuni apprezzamenti e molte critiche.

Numerose polemiche sono sorte anche in Palestina in seguito alla decisione del gruppo giordano degli Autostrad di tenere due concerti nel paese, uno a Nazareth e l’altro a Ramallah. Una delle associazioni palestinesi per il boicottaggio accademico e culturale di Israele ha infatti prima lanciato un appello alla band affinché abbandonasse l’idea di visitare i Territori Palestinesi tramite un visto d’ingresso israeliano e in seguito ha chiesto ai palestinesi di boicottare il concerto del gruppo. La risposta degli Autostrad non si è fatta attendere.

Parleremo poi di arte islamica classica e contemporanea andando a scoprire il XV festival di Arti Islamiche di Sharjah e le opere dell’artista americano di origini iraniana Eric Parnes, caratterizzate da uno stile da lui stesso definito “neo-orientalismo commercializzato”.

L’eterno scontro tra classico e contemporaneo è parte integrante di Beirut e del Libano in generale. L’autrice Zena al Khalil, nel suo romanzo “Beirut I Love You”, ci parla proprio del carattere ambivalente della capitale libanese, una città schizofrenica in bilico tra Oriente e Occidente, tradizione e innovazione, che riflette le sue contraddizioni e isterismi sui suoi abitanti.

A Beirut si può rimanere oppure da Beirut si può fuggire, in entrambi i casi però Beirut ti rimane attaccata addosso come un marchio o un destino ineluttabile. Questo sembra pensare il pianista e compositore beirutino Tarek Yamani, nuova stella libanese del jazz. Tarek vive a New York ed ha approcciato allo stile jazz all’età di 19 anni. Prima ha sperimentato ritmi e sonorità differenti provenienti da Medio Oriente, Africa e America Latina. Ha infatti cominciato la sua carriera musicale in un gruppo hip hop e scrivendo musica per il teatro salvo poi sperimentare l’incontro tra jazz e musica araba. Nel suo album di debutto, Ashur, unisce una melodia di ispirazione orientale a una composizione di jazz moderno.

Infine andremo a comprendere le ragioni dietro il rifiuto da parte di Apple di distribuire sul suo App Store il videogame “Endgame: Syria”. La notizia di questo rifiuto ha suscitato reazioni contrastanti e scatenato un intenso dibattito riguardo questa nuova tipologia di videogame.

 

Playlist della puntata:

  1. Cairokee – Ya Tara Faker
  2. Maryam Saleh – Ya Wad Ya You You
  3. Autostrad – Mashtoub
  4. Soap Kills- Enta Fen
  5. Rayess Bek – Schizofrenia
  6. Tarek Yamani – Ashur
  7. Mashrou’ Leila – 3ubwa
  8. Akher Zapheer – Dayman Mawjood

 

In redazione: Francesco Tomassi, Laura Lucarelli

 

 Note d’Oriente è un programma che ha come focus la musica e cultura araba. Il suo scopo è quello di far conoscere meglio il panorama musicale arabo, specialmente quello indipendente, attraverso una selezione musicale variegata, che va dalle icone della musica tradizionale al rock underground passando per le sonorità jazz, folk, electro e rap. La musica è integrata da notizie e curiosità provenienti dall’area che va dal Marocco all’Iraq, tratte soprattutto dall’ampia rete di blog dedicati a quest’area.

 

L’archivio storico delle puntate è disponibile su Mixcloud

 

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