I comitati non violenti palestinesi aprono la “Porta d’Oriente”

All’alba dell’11 gennaio circa 150 attivisti non violenti delle reti palestinesi, hanno preso possesso di una collina a circa 15 km da Gerusalemme. “L’intenzione”, racconta Andrea Cocco della redazione di AMISnet, “è quella di rimanere il più a lungo possibile, per dimostrare pacificamente l’opposizione all’occupazione militare di Israele e alle mire espansionistiche dichiarate dal governo Netanyahu”.

La zona è quella che i locali definiscono area E1, situata a Est di Gerusalemme e sotto le mire israeliane per quanto riguarda la costuzione di nuovi insediamenti. “Questo permetterebbe ad Israele di mettere in collegamento alcune delle colonie attualmente separate tra loro”, continua Cocco, “e il premier israeliano Netanyahu ne ha annunciato la colonizzazione proprio all’indomani del riconoscimento dello stato palestinese da parte dell’ONU”.

Il presidio, annunciato nei giorni scorsi da un comunicato, ha attirato le attenzioni della stampa internazionale, oltre che di quella palestinese ed israeliana, ma anche una pronta risposta delle autorità israeliane. “Non è chiaro quanto sarà possibile rimanere qui”, conclude Andrea Cocco, “polizia ed esercito già hanno intimato di allontanarsi dall’area”.

Per il momento la Porta d’Oriente, questo il nome dato al campo dagli attivisti che lo stanno animando, rimane aperta, a simboleggiare l’aspirazione alla libertà e alla giustizia mai sopita nella società palestinese.

Top