Terranave 13: Coworking: le officine dei lavoratori nomadi

precariIn questa prima puntata del 2013 parliamo dei coworking, una risposta efficace al nuovo panorama lavorativo, costellato di lavoratori autonomi e a partita iva che per svolgere la loro attività hanno bisogno solamente di un computer e una connessione internet. Luoghi di condivisione di spazi e di relazioni, i coworking rispondono alle esigenze di gran parte dei lavoratori giovani e meno giovani di oggi. Precari, nomadi, con tante idee e poco denaro.

Al tempo di Bianciardi magari era ancora possibile, un pò di soldarietà c’era, la speranza di cambiare il mondo, la fiducia nella forza del gruppo, oggi invece c’è una profonda e triste atomizzazione di quelli che sono dei veri e propri intellettuali-operai, cottimisti della cultura, stagionali del portatile [….] chiamatelo comunismo, chiamatelo condivisione, comunione di intenti, orizzonte o piattaforma comune, ma in effetti ce ne sarebbe proprio bisogno“. Flavio Santi, Aspetta primavera, Lucky

Secondo uno studio dell’Eurostat del 2011, un terzo della forza lavoro in Italia è composta da lavoratori indipendenti: un primato che la colloca in cima alla classifica europea,  seguita solo dalla Grecia. Sono programmatori, grafici, giornalisti, scrittori, fotografi, stilisti, persone che operano sulla base di proprie risorse, spesso senza vincoli sostanziali di tempo e spazio, senza nessuna garanzia di continuità e senza tutela di molti dei diritti che dovrebbero essere garantiti a qualsiasi lavoratore. Una possibile risposta ad alcune delle necessità di questo popolo di lavoratori si chiama coworking. L’idea è nata negli Stati Uniti, da un gruppo di programmatori e informatici nomadi alla ricerca di un’alternativa al lavorare nei bar e nei caffé. Da circa cinque anni questa realtà è arrivata anche in Italia.

Il coworking è uno spazio che può essere occupato a un costo contenuto per poche ore o per mesi, all’interno del quale è possibile incontrare altri lavoratori indipendenti, scambiare idee, incrociare competenze, condividere progetti. Mentre in molti nazioni europee questa realtà è già fortemente radicata nella società, in Italia l’esperienza sta muovendo ancora i suoi primi passi, basti pensare che non esiste ancora un’entità giuridica che rispecchia ciò che i coworking sono e fanno.

Ad aprile del 2012 un folto gruppo di lavoratori e lavoratrici della conoscenza, della cultura e della comunicazione, autonomi e precari, raccolto sotto il nome di “Quinto stato”, ha lanciato un appello, sia contro il ddl Fornero – che prevede un aumento dell’aliquota previdenziale per le partite iva di sei punti – sia per una nuova idea di lavoro e di welfare. L’obiettivo è quello di rivedere l’assetto del mondo del lavoro italiano, di ripensare a forme di condivisione dei mezzi di produzione, di coinvolgere la politica in una nuova tutela dei diritti.

Ospiti della puntata:

Tommaso Spagnoli, Spqwork
Marco Pazzanese e Mauro Corso, Cowo 360
Aurelio Balestra, Toolbox Office
Roberto Ciccarelli, Il quinto stato

In redazione: Ciro Colonna

Terranave è un programma a cura di Marzia Coronati

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Immagine di Napoli Monitor

 

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