Clamoroso MEA CULPA del FMI

Il nuovo anno economico si apre con una strabiliante uscita pubblica del Fondo Monetario Internazionale, per bocca del capo economista dell’organizzazione Olivier Blanchard. Blanchard, commentando l’ultimo documento del FMI che analizza lo stato delle economie mondiali, fa un passo indietro rispetto alle politiche di austerità. “Le politiche di austerità si basano su un assunto”, commenta Andrea Baranes della Fondazione Culturale Banca Etica, “secondo il quale per quanto possano far diminuire il PIL, questa diminuzione è comunque inferiore a quella del debito pubblico”.

I dati degli ultimi anni dimostrano piuttosto il contrario e il FMI fa un primo passo indietro sull’argomento, tenendoci però a precisare che si tratta di uno studio e che quindi questa non è da considerarsi come la posizione ufficiale dell’organizzazione. “Si tratta di uno studio, è vero”, continua Baranes, “ma di uno studio del capo economista del FMI. Inoltre questa rappresenta una storica rottura del fronte unico all’interno del Fondo in materia di austerità.”

La notizia, riportata dal Washington Post non ha praticamente trovato spazio nei media italiani, concentrati invece sulla campagna elettorale interna. Campagna elettorale incentrata proprio sui temi dell’austerità e del rigore economico, con Mario Monti che fa la parte del mattatore accentrando consensi intorno alla propria agenda di tagli. “Il fatto che la cosa in Italia sia stata sostanzialmente messa a tacere è di per sè una notizia”, conclude Baranes, “queste politiche oltre a essere dannose per le persone, come costatiamo da anni, sono deleterie dal punto di vista economico. Ora il FMI sembra accorgersene, speriamo accada altrettanto sul fronte europeo e italiano”.

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