Niscemi si mobilita contro il MUOS

Il MUOS è un sistema di comunicazione militare ad altissima frequenza, che le forze armate statunitensi stanno sviluppando e che dovrebbe mettere in comunicazione tutte le unità operative statunitensi in ogni parte del globo. Inoltre il sistema avrà i compito di pilotare i droni, aerei privi di pilota. Per far questo il governo statunitense sta provvedendo ad istallare le stazioni di trasmissione: ne esistono già tre, in Virginia, in Australia e alle Hawaii.
“Inizialmente il MUOS doveva essere istallato a Sigonella”, racconta Fabio D’Alessandro, rappresentante del Comitato NO MUOS di Niscemi, “ma poi valutazioni logistiche hanno imposto di spostarlo nella preesistente base di Niscemi, nel bel mezzo di una riserva naturale di importanza cruciale”.
L’impatto sulla salute pubblica delle 5 mega antenne di cui si compone l’impianto è uno degli aspetti più temuti dai comitati, che però hanno anche altre preoccupazioni: “Non vogliamo diventare il punto nevralgico delle comunicazioni militari statunitensi nel Mediterraneo”, sottolinea D’Alessandro.
Dal 2009 il comitato lotta per impedire l’istallazione del MUOS. Il 6 ottobre 2012, in concomitanza con un’importante manifestazione regionale nei pressi della base, il GIP di Caltagirone pone l’area del cantiere sotto sequestro, per violazione delle normative ambientali regionali e nazionali. Il 29 dello stesso mese il tribunale della libertà di Palermo revoca però il sequestro e consente ai lavori di procedere.
I comitato ha dato vita a un presidio permanente. “I materiali per la costruzione dell’apparato sono già tutti dentro alla base”, commenta D’Alessandro, “ma per proseguire serve una particolare gru da 5000 tonnellate. Il presidio impedirà che la gru transiti per le vie di Niscemi”.
Intanto l’assessore regionale all’Ambiente ha accettato di incontrare i comitati.  Il 28 dicembre si terrà l’incontro, in occasione del quale gli abitanti chiederanno ufficialmente la revoca del progetto.

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