Passpartù 09 – Firenze non dimentica

Nella puntata di oggi prendiamo spunto dal primo anniversario della strage di Firenze del 13 dicembre scorso, quando la follia razzista del militante di estrema destra Gianluca Casseri si è tradotta in una sparatoria che ha portato la morte di due uomini di nazionalità senegalese, Modou Samb e Mor Diop, e al ferimento di Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng , quest’ultimo non più autosufficiente a causa delle ferite riportate.  A un anno dalla strage,  il comune di Firenze insieme ad organizzazioni della società civile ed alla comunità senegalese del capoluogo toscano hanno dato vita a “Jokko”, una giornata di iniziative e di riflessione che culminerà con un grande concerto di beneficenza.
Jokko, in lingua wolof, la più parlata in Senegal, vuol dire dialogo, ed il dialogo tra artisti senegalesi ed italiani sarà al centro dell’evento che culminerà con il concerto serale. Tra le presenze certe c’è il famoso cantante ed attuale ministro della cultura della Repubblica del Senegal Youssou Ndour e quella del ministro della cooperazione e dell’ integrazione Andrea Riccardi. Ma questo anniversario deve essere anche l’occasione per fare il punto sulle politiche di prevenzione dei crimini legati all’odio razziale: al di là delle parole di condanna che arrivano da tutti gli schieramenti politici all’indomani degli episodi più gravi, ben poco è stato fatto in termini di prevenzione e contrasto alla propaganda xenofoba che viaggia sui siti web e ricopre i muri delle nostre città coi manifesti di movimenti come Forza Nuova, Casa Pound, Fronte Nazionale o Resistenza Nazionale, per citarne alcuni.

Udo Enwerezour del COSPE, coordinatore di Franet, ha spiegato ai nostri microfoni quanto sia pericoloso abbassare la guardia di fronte all’emergere della xenofobia, è pericoloso bollare come azioni isolate di un folle episodi che sono invece da leggere  in un quadro complessivo di crescita delle destre più estreme e populiste che non esitano ad indicare nello straniero la causa di ogni male o della presunta decadenza culturale del paese. Spesso la politica tende a minimizzare l’importanza della propaganda razzista che invade sempre più gli spazi pubblici, reali o virtuali che siano, correndo il rischio di legittimarla indirettamente o di creare una sensazione di impunità che si può tradurre nei casi più gravi in aggressioni, ma quotidianamente si traduce in insulti a danno dei migranti e piccoli ed odiosi episodi che umiliano la nostra cultura e civiltà che da sempre è stata crocevia di genti giunte da ogni parte del Mediterraneo e non solo. Preoccupano anche e soprattutto quegli episodi in cui intere comunità si rendono protagoniste di atti vergognosi come il rogo del campo Rom di Ponticelli a Napoli nel 2008 o la caccia al nero scattata a Rosarno nel 2010, all’indomani della rivolta dei braccianti agricoli che protestavano contro il ferimento di tre loro compagni.

Ospiti della puntata:

  • Stefania Saccardi, Assessore al Welfare, Politiche del Lavoro, Cooperazione internazionale del comune di Firenze
  • Pape Diaw, comunità senegalese di Firenze
  • Udo Enwerezour del COSPE, coordinatore di Franet

Per approfondire:

In redazione: Laura Lucarelli, Marco Stefanelli, Khaldoun . Seguici su

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