Grecia, il lavoro sotto scacco

Le legislazioni in materia di lavoro stanno subendo parecchie modifiche in tutti i paesi europei, modifiche che tendono in maniera uniforme a una maggiore flessibilità del mercato. “Anche in questo senso la Grecia costituisce un esperimento”, commenta Giorgos Koutsoukos, membro della commissione Lavoro di Syriza, “le misure che qui ormai sono compiute, presto verranno applicate in tutta Europa, Francia e Germania comprese”.

Su pressioni delle istituzioni comunitarie, in Grecia come in Italia, a essere sotto attacco  sono i principi della rappresentanza sindacale e della contrattazione collettiva. “La Troika non chiede esplicitamente di abolire la contrattazione collettiva”. continua Koutsoukos, “ma chiede di rendere i lavoratori maggiormente liberi di contrattare la propria retribuzione”. In un paese che anche prima della crisi del 2008 registrava una media salariale inferiore di otto-dieci punti da quella europea.

“La colpa ricade anche sui sindacati”, conclude Koutsoukos, “che in Grecia sono in gran parte legati al Pasok, e nella prima fase della crisi, quando il PAsok era al governo, non hanno fatto abbastanza per opporsi a questi processi”.

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