Passpartù 07: il cinema a colori

Il 17 novembre si è conclusa la VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e anche in questa occasione, come era avvenuto per il festival di Venezia nel 2011, la critica ha premiato un film che si occupa di migranti: a Roma “Alì ha gli occhi azzurri” ha vinto il premio speciale della giuria, mentre un anno fa a Venezia Terraferma aveva vinto il Leone d’argento. Oltre ai film premiati, nei programmi degli ultimi festival internazionali sono sempre di più i film opera di autori di “seconda generazione” o che trattano i temi legati alla convivenza, l’integrazione o gli arrivi di migranti. Un altro esempio recente potrebbe essere “Cose dell’altro mondo”, film di Patierno del  2011 con Diego Abatantuono e Valerio Mastrandrea ispirato dallo sciopero dei migranti. “Film del genere rappresentano un segnale che qualcosa si muove” ha detto ai nostri microfoni Giona A. Nazzaro, critico cinematografico e tra i selezionatori del Festival Internazionale del film di Roma, “nella maggior parte dei film italiani gli stranieri sono rappresentati nella migliore delle ipotesi con bonario provincialismo, nella peggiore in modo razzista. Ad esempio quando gli si attribuisce un accento buffo per strappare una facile risata”. Sono sempre di più i migranti, o i loro figli cresciuti in Italia, a mettersi dietro la telecamera per raccontare in prima persone le loro storie o i problemi di convivenza con la società ospite. In qualche caso, come in “Alì ha gli occhi azzurri” e in “Acqua fuori dal ring” di Joel Stangle i migranti o i ragazzi di seconda generazione sono invece davanti la telecamera per interpretare loro stessi, suggerendo loro stessi gran parte della sceneggiatura ai registi e dando luogo a film di un realismo degno di un documentario. In Italia i temi legati all’immigrazione sono relativamente recenti, le prime pellicole risalgono agli anni ’90, con i primi grandio sbarchi di Albanesi. In paesi come la Francia, dove il processo di decolonizzazione ha creato una società multiculturale ben prima che da noi, questo filone cinematografico vanta già una lunga storia ed ha le sue star: un classico è ” L’Odio” (La Haine) di Mathieu Kassovitz, vincitore del premio per la miglior regia nel 48° Festival di Cannes

Ospiti della puntata:

In redazione: Laura Lucarelli, Marco Stefanelli, Khaldoun . Seguici su

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