Passpartù 06: l’incertezza dopo la fine del “piano ENA”

Lo scorso 25 ottobre a Napoli una trentina di africani provenienti dal Mali, si sono presentati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di via Ferraris per ottenere risposte sul ricorso presentato alla commissione territoriale sul riconoscimento dell’asilo politico, dopo mesi di esasperante attesa. Ne è nata una rissa tra i migranti esasperati e poliziotti. Quei maliani sono tra le altre migliaia di migranti coinvolti nel Piano Emergenza Nord Africa, ENA,   attivato nel 2011 dal governo Berlusconi ed in scadenza il 31 dicembre.
Il piano prevedeva una prima fase a carico della Protezione Civile, in cui i migranti sarebbero stati accolti dal luogo di sbarco e ridisribuiti nelle varie regioni italiane, in base alla densità della popolazione, dove sarebbero poi stati ospitati dagli enti locali che avrebbero dovuto fornire anche servizi di varia natura, da quelli legali e sanitari fino alla formazione lavoro. Fra marzo e settembre dello scorso anno l’esodo ha portato sulle nostre coste circa 60 mila persone, ad oggi sono 21 mila quelli rimasti a carico della Protezione Civile. Fino ad ora sono stati spesi un miliardo e 300 milioni di euro. Per ogni migrante lo Stato sborsa fino a 46 euro al giorno, senza verificare le condizioni in cui viene ospitato. I migranti sono stati ospitati in strutture temporanee, spesso dei semplici alberghi, e in moltissimi casi si sono ritrovati a vivere in stanze sovraffollate, senza alcun servizio e nei casi peggiori addirittura spinti tra le braccia della malavita organizzata o dei caporali. In Campania molti degli alberghi che ospitano i migranti sono in odor di camorra, alcuni vicinissimi alle vele di Scampia, a Roma, secondo un’indagine di Save the Children la cooperativa Domus Caritatis alloggia in appartamenti di soli 35 mq oltre 10 persone, alcune di queste vengono inoltre accreditate falsamente come minori non accompagnati permettendo alla cooperativa di farsi rimborsare 80€ al giorno; a Milano invece nell’ ex scuola di via Saponaro, gestito dalla Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi, sono stati accolti ben 150 rifugiati, costretti a vivere in condizione al limite della dignità.

La scadenza del Piano ENA, comq già accennato nella scheda, scadrà il 31 dicembre 2012, cosa accadrà dopo agli oltre 20.000 migranti ancora in attesa di chiarire la loro situazione è tutt’altro che chiaro. Una circolare del Ministero degli Interni invita quelli che hanno vista rifiutata la loro richiesta di asilo a presentare ricorso, lasciando forse intendere che potrebbe esserci una specie di sanatoria mascherata, intanto però la precarietà esaspera sempre più queste persone che dopo la guerra nel paese d’origine e il durissimo viaggio per arrivare nel nostro paese si trovano oggi a vivere nella logorante attesa di un permesso di soggiorno che non sanno se arriverà, esasperazione di cui l’episodio alla questura di Napoli dà una chiara misura.

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In redazione: Laura Lucarelli, Marco Stefanelli, Khaldoun . Seguici su

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