Stati Generali della Cultura, pensiero critico, ospite inatteso

Si sono svolti a Roma gli Stati Generali della Cultura indetti dal Sole 24 Ore a partire dalle indicazioni contenute nel manifesto pubblicato dal quotidiano poco meno di un anno fa. Nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere occasione di incontro tra ministri, presidenti di fondazioni bancarie e imprenditori, per concordare come promuovere “un forte intervento dei privati nella gestione della cosa pubblica”, come si legge nel virgolettato dal manifesto, riportato nel comunicato del Teatro Valle Occupato.

“Noi lavoratori dello spettacolo e occupanti del Teatro Valle abbiamo preparato una serie di domande da porre agli invitati alla tavola rotonda”, racconta Valerio Bonanni, regista e attivista, “ma ci siamo accorti che gran parte della platea era in subbuglio e metteva in discussione la legittimità di quella riunione”.

Il clima si è rapidamente scaldato e l’incontro si è trasformato in un botta e risposta tra i relatori e il pubblico in sala. “E’ stato molto intenso – dopo la brutta giornata di ieri, dopo le violenze della polizia contro giovani e studenti – vedere le scuole invitate ad assistere, che si sottraggono al ruolo decorativo cui si vorrebbero relegate”, continua Bonanni, “e applaudono i nostri interventi e contestano la forma dispotica con cui questa manifestazione è stata pensata”.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con degli appuntamenti più operativi. “Naturalmente”, conclude Bonanni, “il loro progetto di definitiva privatizzazione della cultura – questo il fine ultimo cui tende il manifesto del Sole, pur condivisibile in tanta parte delle premesse e analisi – non si ferma oggi, però è sempre più chiaro che si sta creando un fronte compatto di artisti e cittadini, che si oppongono a questi processi e ne animano di diametralmente opposti”.

 

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