Roma: violenze della polizia al corteo studentesco

La giornata di sciopero transnazionale del 14 novembre ha visto imponenti manifestazioni dispiegarsi per le città di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Ovunque le forze di polizia hanno optato per gestioni della piazza molto dure, insistendo in sanguinose cariche, fermi di polizia, rastrellamenti alla ricerca di manifestanti.

Il corteo partito dalla Sapienza per ricongiungersi con i Cobas a Piazza della Repubblica si è srotolato per le strade di Roma, raggiungendo circa 50000 persone tra studenti medi e universitari, occupazioni culturali e abitative. Le vie d’accesso a Montecitorio sono state pesantemente presidiate dalle forze di polizia, che hann0 spinto il corteo sul Lungo Tevere. “All’altezza di Ponte Sisto siamo stati brutalmente caricati”, racconta Francesca, studentessa di Scienze Politiche, “e la polizia ci ha inseguito per chilometri, fino a chiuderci nei pressi di Porta Portese, picchiarci, insultarci e identificarci”.

Dopo che il corteo è stato spezzato in più parti dalle ripetute cariche della polizia, per le vie del centro si è scatenata una vera e propria caccia all’uomo, che ha visto la polizia inseguire e rastrellare decine di manifestanti.

Ancora incerti i numeri di feriti e fermati, che in entrambi i casi sono nell’ordine delle diverse decine. Alcuni fermati sono stati tradotti in ospedale per essere curati dalle ferite procurategli dagli agenti. Tramutato in arresto il fermo per 2 manifestanti.

Nella foto: gruppo di manifestanti circondati sul lungo Tevere.

 

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