Il Pianeta delle Scimmie 29: primi grattacapi per Obama

Ultima puntata del ciclo di trasmissioni in collaborazione con Bianca Cerri.

Conclusasi la campagna elettorale più dispendiosa della storia degli Stati Uniti – circa tre miliardi di dollari la spesa complessiva – i due ex contendenti prendono strade decisamente diverse. Da un lato il presidente Obama, che saluta quanti lo avevano assistito durante la campagna elettorale dichiarando: “Voi mi avete ricordato che esiste una sola America e che in America tutti, nessuno escluso, hanno delle possibilità”. Poi ha aggiunto che il viaggio sta per cominciare e viene da chiedersi come sarà questo viaggio nel “paese delle possibilità”. Un paese dove tutti i giorni o quasi avviene una strage. Un paese dove il 20% dei bambini non ha cibo a sufficienza (ma i dati parlano del 35% per quanto riguarda i minori afroamericani).
D’altro canto l’addio dell’ex sfidante Romney non è stato meno laconico: il candidato sconfitto ha salutato tutti con una concisa nota di commiato, non dimenticando però di disdire immediatamente i contratti delle carte di credito dei collaboratori della campagna, che hanno dovuto quindi provvedere alle spese di rientro a casa a proprie spese.

Pare che gli utenti di Facebook abbiano immediatamente abbandonato Romney dopo la sconfitta elettorale. Secondo l’ex-segretario al Commercio Carlos Guiterrez gli ispanici, che con il 69% dei consensi ad Obama hanno senz’altro contribuito alla sconfitta di Romney, sarebbero addirittura terrorizzati dai repubblicani.

Conclusasi l’ubriacatura per il conseguimento del secondo mandato, Obama dovrà affrontare seri grattacapi, tanto sul fronte interno che su quello estero. Mentre un sondaggio in Israele afferma che la popolazione israeliana avrebbe preferito Romney ad Obama (la qual cosa mette immediatamente il presidente nella posizione di dover “dimostrare” la propria fedeltà), dentro le mura di casa Obama dovrà barcamenarsi tra la scadenza del Fiscal Cliff e lo scandalo sessuale che ha travolto David Petraeus, a capo della CIA per volere dello stesso Obama e tristemente noto per aver diretto le sanguinose operazioni di invasione dell’Iraq.

Resta da capire quali siano le reali possibilità per il presidente al secondo mandato, di muoversi liberamente dai vincoli elettorali e realizzare finalmente le tanto promesse riforme…

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