Il Pianeta delle Scimmie 28 BIS: Obama, nonostante tutto!

Barack Obama, vestito blu, camicia azzurra , cravatta altrettanto azzurra e spilla all’occhiello della giacca è salito sul palco del McCormick Center di Chicago assieme alla moglie Michelle e alle due figlie Malia e Sasha. Il podio è il sigillo della presidenza. Segue come da protocollo il solito giro di ringraziamenti a moglie, figlie e popolo tutto per la vicinanza.

Il secondo mandato di Obama inizia in realtà in tono più dimesso rispetto al precedente… non si assiste alla grande festa bipartizan in piazza che aveva salutato l’elezione del primo presidente nero degli Stati Uniti d’America. L’altra notte a festeggiare c’erano solo i democratici, che festeggiavano, questa l’annotazione di molti osservatori, più che la rielezione di Obama, la non elezione del suo avversario Romney. La sensazione diffusa è infatti che in pochi subiscano ancora pienamente al progetto di innovazione che aveva portato Obama  alla Casa Bianca 4 anni fa.

Per quanto il presidente abbia potuto deludere i propri elettori nel corso del primo mandato, questi ultimi hanno finito per affidarsi comunque a lui piuttosto che nelle grinfie dell’avversario repubblicano, che con le proprie gaffe sui poveri e la propria biografia da miliardario deve essere risultato troppo distante dai problemi del paese in un momento di crisi. Come sappiamo d’altro canto Romney non ha goduto del pieno sostegno del proprio partito, che ha sempre guardato con diffidenza alla sua appartenenza religiosa mormone. Fattostà che gli afroamericani hanno votato ancora in blocco per Obama (93%), e così quasi gli ispanoamericani (69%). Il presidente prevale anche in fatto di voto femminile, conquistando il 55% delle preferenze, dato che sale al 68% se parliamo di donne nubili. Su questo deve aver pesato l’atteggiamento oscurantista e bacchettone che ha accompagnato le uscite pubbliche di Romney su temi quali l’aborto e la contraccezione. Allo stesso modo i giovani continuano ad accordare la propria fiducia al presidente, che perde però il 10% dei consensi tra i minori di 30 anni.

Insomma, c’è voluto che l’avversario fosse Mitt Romney perchè potesse vincere nuovamente un presidente che in quattro anni ha aumentato il debito pubblico del 50% (sarebbe interessante capire come, investendo e spendendo in cosa), non è riuscito a far scendere la disoccupazione al di sotto del 7,8%, e in materia di politica estera e fiscale non ha fatto nulla di meglio o di diverso dai propri predecessori.

Resta ora da concedere ad Obama l’occasione di dimostrare tutto il proprio fervore riformista in assenza di obblighi elettorali futuri che lo leghino a mayor e gruppi di pressione vari. Ma è presumibile che per quanto non eleggibile, Obama voglia e debba lavorare per una continuità che porti un proprio protetto alla Casa Bianca dopo di lui.

E’ invece cosa certa che una delle prime reazioni alla riconferma di Barack Obama alla presidenza arriva da Israele. “Continuerò a lavorare con Obama”, ha detto Netanhayu. Non sorprende, se si pensa ad esempio che a luglio Obama aveva elargito ad Israele altri 70 milioni di dollari per la difesa potenziando così lo United States-Israel Enhanced Security Cooperation Act 2012. Questi soldi vanno ad aggiungersi ai tre miliardi di dollari che ogni anno l’America elargisce ad Israele sempre a scopi “difensivi”.

 

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