Il Pianeta delle Scimmie 28: e Gesù come si schiera?

A poche ore dal voto la CNN si domanda se in caso di vittoria di Mitt Romney, alla Casa Bianca non verranno più serviti né vino né caffè, bevande bandite dalla tavola dei mormoni. Altro dubbio su cui si interroga il celebre network, riguarda la possibilità che il candidato repubblicano, nel caso venisse eletto presidente, continui ad impartire lezioni agli adepti (così come fece Jimmy Carter coi protestanti negli anni ’70) e a somministrare i sacramenti previsti dalla dottrina mormone. Se da un certo punto di vista dipingere in questo modo Romney rappresenta un ultimo endorsement offerto ad Obama sul piatto d’argento, è d’altro canto singolare il fatto che un presidente del paese possa essere anche ministro religioso, ed è legittimo domandarsi quanta e quale separazione esista negli Stati Uniti tra potere temporale e potere spirituale.

Sempre la CNN ha lanciato questa settimana un singolare sondaggio attraverso il suo blog Belief, domandando ai lettori se Gesù sia di destra o di sinistra. “Le cose dette da Gesù sono talmente criptiche che è impossibile dare loro un preciso significato politico”, ha detto Molly Wharten, cattedra di storia in un’università della Carolina del Nord, stato nel quale, l’elettorato pare sia più propenso a credere ad un Gesù democratico sì, ma anche deciso a rappresentare l’unica via di salvezza per gli uomini. Stessa posizione per gli abitanti di Sud Dakota, Utah, Texas e Tennessee. Fra la gente di stati come Alabama, Arkansas ed Arizona invece vige la convinzione che Gesù sieda alla destra del padre e non solo metaforicamente.

Il governatore di New York Andrew Cuomo, ha invece dichiarato che l’uragano Sandy è stato una brutta “sorpresa”. imprevedibile nonostante i sistemi sofisticati di cui dispongono i meteorologi. Cuomo, che ha anche lui ambizioni presidenziali, ha cercato di mantenere i toni bassi per non creare allarmismi nelle ore immediatamente precedenti le elezioni. E’ ammirevole il tempismo con cui i due candidati sono riusciti a trasformare Sandy in uno strumento elettorale facendosi riprendere tra scatole di minestra e altre vettovaglie da spedire agli sfollati. L’arrivo del ciclone sarà anche stato imprevedibili ma Romney e Obama hanno evidentemente avuto il tempo di studiare per trovare il modo di approfittare di Sandy per richiamare l’attenzione su sé stessi. Una mano ad Obama l’ha data anche il governatore del New Jersey Chris Christie, affermando che il presidente americano non è rimasto “paralizzato” davanti all’emergenza come altri politici. Ovviamente non si è mai parlato di cose concrete come la ricostruzioni di ponti e infrastrutture. Altro sostegno al presidente uscente giunge inatteso dal sindaco di New York Bloomerg, uno degli uomini più ricchi del mondo che sostiene che a Obama vada il merito di aver lavorato contro l’inquinamento. Bloomerg, che aveva promesso di non schierarsi nella campagna presidenziale, ha definito Romney “un uomo decente”,  comunque invitando la gente a votare per Obama.

Grande rimane l’incertezza sull’esito dell’appuntamento elettorale, in un duello presentato a livello globale come contrapposizione di opposte visioni del mondo e della politica, ma che a bene vedere offre agli statunitensi un margine di scelta molto limitato, fatto di politiche estere ed economiche molto simili tra i due candidati.

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