Terranave 05: Giocare libera la mente

Questa settimana parliamo di una proposta di metodo per cambiare, imparare e accrescere la propria cittadinanza attiva: la ludopedagogia. Ancora troppo poco conosciuto in occidente, questo metodo nasce in America Latina come potente strumento di lotta politica; prende vita dall’educazione popolare del brasiliano Paulo Freire e fa del gioco un passepartout per la libertà. Ne parleremo con Valentina Pescetti, la persona che ha portato la ludopedagogia in Italia. In chiusura,  A testa in giù racconta come dalle ceneri può mascere un albero.

 

Una persona senza fantasia sarebbe morta di fame“. Bruno Munari, Fantasia

 

La ludopedagogia nasce in Uruguay negli anni del regime militare da un gruppo di studentesse e studenti di educazione fisica, autodenominatosi “Barbas”. Il divieto di riunirsi fece sì che questi giovani trovassero metodi alternativi per scambiarsi idee e fare politica, così decisero di realizzare degli incontri calcistici, che altro non erano che momenti di condivisione e di scambio di opinioni e saperi. Dopo la fine della dittatura le Barbas iniziarono a organizzare laboratori di cittadinanza attiva in tutta l’America Latina e in Bolivia saranno richiesti per aiutare a riformulare il sistema di educazione di base. Oggi in Uruguay esiste un centro di Ludopedagogia chiamato La Mancha e ormai da venti anni a Montevideo ha luogo l’internazionale di giochi, qiuattro giorni di attività ludiche in ogni angolo della città.

I giochi proposti dalla ludopedagogia sono per lo più pensati per gli adulti, anche se possono prendere spunto dalle idee dei bambini. Il gioco alla base di questo pensiero è un gioco “liberatore”,  che da cioè la possibilità di infrangere le regole della società, di ribaltare le gerarchie. Tra i più grandi ispiratori della ludopedagogia vi è Paulo Freire, del movimento dell’educazione popolare. Freire diceva che le persone non sono abituate a scegliere, perciò bisogna allenarsi a fare delle scelte, allenarsi alla libertà.

Nel 2005 la ludopedagogia approda in Italia, grazie a Valentina Pescetti e ad Ariel Castelo. Nel 2009 Valentina assieme ad altri educatrici fonda l’associazione Le barbe della gioconda. Da allora le barbe hanno lavorato in diversi contesti, chiamati da gruppi che volevano rafforzare le proprie competenze di tipo relazionale o apprendere tecniche per risolvere i conflitti. In Italia da poco è nato anche S.L.U.R.P.,  acronimo di Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata, un coordinamento che si pone come obiettivo la salvaguardia e la creazione di tutti quegli spazi nei quali si svolgono pratiche ludiche , nati da qualche forma di coinvolgimento degli abitanti e basati su un principio di “condivisione di responsabilità”.  Le azioni di S.L.U.R.P. prevedono l’installazione di dispositivi ludici in luoghi pubblici, realizzati in autocostruzione, con materiali di recupero o a basso costo, un pò come è accaduto a  Los Angeles, dove una fondazione ha finanziato con mille dollari un gruppo che ha montato decine e decine di altalene in giro per la città.

Nella rubrica “A testa in giù”, curata da Lianka Trozzi, si parlerà di urne biodegradabili. Clicca qui per ascoltare la rubrica.

Ospiti della puntata:

Valentina Pescetti, Le barbe della gioconda

In redazione: Lianka Trozzi

Terranave è un programma a cura di Marzia Coronati

Proponete la vostra alternativa a radioterranave@gmail.com

 

Terranave è trasmesso da:

Radio Popolare Roma  (Roma, 103.3)  domenica 9,30
Radio Flash (Torino, 97.6)  giovedì 20,00
Radio Kairos (Bologna, 105,85)  venerdì 15,30 – replica sabato 20,30
Radio Città Fujiko (Bologna, 103.1) domenica 13,30

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