Negoziati sul clima: le ambiguità della conferenza di Doha

La prossima Conferenza delle Parti Onu sul cambiamento climatico si terrà a Doha, in Qatar, a cavallo tra novembre e dicembre. Fin dall’approvazione del protocollo di Kyoto, firmato nel 1997 e mai ratificato dagli Stati Uniti, il percorso di negoziazione sulle emissioni è parso decisamente in salita. Allo stato attuale non sono state prese decisioni di sorta rispetto al secondo periodo di applicazione del protocollo di Kyoto (il primo si esaurisce a fine 2012), nè sul cosiddetto Green Fund, il fondo con il quale i paesi industrializzati dovrebbero facilitare quelli in via di sviluppo nello strutturare le proprie economie industriali in modo sostenibile.

Il fatto che la conferenza si svolga a Doha, capitale di un emirato che fonda la propria prosperità sul commercio di materie prime energetiche di origine fossile, non è certo neutro. Inoltre “il fatto che la gestione dell’ordine pubblico da parte delle autorità locali sia molto rigido”, aggiunge Alberto Zoratti di Fairwatch, “impedisce nella sostanza che possano esserci mobilitazioni ampie e visibili come è invece stato in occasione dei precedenti appuntamenti”.

Lo stato del Qatar finanzia il proprio fondo sovrano tramite la vendita di petrolio e soprattutto di gas naturale, di cui è uno dei maggiori produttori al mondo. Il fondo vanta partecipazioni in multinazionali quali Shell, Total, Barclays, Volkswagen, solo per citarne alcune. Viene legittimamente da domandarsi come e quanto un paese con così radicati interessi nell’economia degli idrocarburi, posto alla presidenza della conferenza in quanto paese ospite, possa contribuire a far evolvere della situazione.
“Oggi più che mai”, conclude Alberto Zoratti, ” risulta evidente che non è possibile trattare le questioni energetiche ed ambientali come se fossero argomenti a sè. C’è invece bisogno di un processo ampio che metta in discussione i presupposti economici e il dominio della finanza sui governi e sui modelli di sviluppo”.

Alberto Zoratti seguirà la conferenza in loco per Fairwatch. L’Agenzia AMISnet durante la sua permanenza a Doha raccoglierà aggiornamenti sulla questione.

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