Il pianeta delle scimmie 25: le bugie dei due candidati

Le settimane che conducono al voto sono caratterizzate dagli spot elettorali denigratori dell’avversario. Al primo  posto della classifica dei dieci spot peggiori della campagna elettorale USA, stilata dall’agenzia di stampa Kantar media, c’è quello (commissionato da Obama) in cui Romney canta a voce spiegata  “America the Beautiful” mentre sullo sfondo compaiono le immagini dei paesi del terzo mondo dove è andato a cercare manodopera a basso costo. Anche il Washington Post, storicamente schierato dalla parte dei democratici, ha inaugurato la propria classifica degli spot elettorali più mendaci. Quotidianamente vengono passati allo scandaglio migliaia di passaggi pubblicitari e a ogni spot vengono assegnati tanti “pinocchi” quante le bugie che contiene. Mediamente gli spot di Obama ne ottengono tre, quelli del suo avversario tra i tre e i quattro. L’attenzione dei media statunitensi a questa singolare forma di campagna elettorale non è certo mal riposta, dato che per denigrarsi a vicenda, i due candidati hanno speso la bellezza di 282 milioni di dollari. La maggior parte è stata spesa in Florida e Virginia, due dei principali stati dove l’lettorato è ancora indeciso.

La campagna presidenziale è costata in tutto qualcosa come tre miliardi di dollari e i candidati sono ancora alla disperata ricerca di fondi. Secondo una lettura diffusa il fatto che Romney stia ancora insistendo su questo tasto – e il fatto, soprattutto, che i suoi sostenitori miliardari continuino a foraggiarlo ampiamente – sarebbe il segno che nonostante lo svantaggio rispetto al presidente uscente, il candidato repubblicano avrebbe ancora delle fondate chance di spuntarla.

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