Passpartù 01: sanatoria sommersa

Si è aperta il 14 settembre e si chiuderà il 15 ottobre la quarta sanatoria dall’entrata in vigore della legge Bossi Fini sull’immigrazione. Una finestra temporale all’interno della quale sarà possibile per i migranti irregolari che lavorino in nero  provare a mettersi in regola. La circolare ministeriale segue l’entrata in vigore del decreto legislativo 109 del 16 luglio 2012, che recepisce con estremo ritardo la direttiva Europea 52 del 2009, quella prescrive l’ aggravio delle pene per chi sfrutta  cittadini extraeuropei impiegandoli irregolarmente. Nonostante il nome ufficiale sia “procedura per l’ emersione lavoro irregolare cittadini stranieri”, con la sanatoria 2012 saranno in pochi ad “emergere”, come il numero di richieste testimonia chiaramente. Questo a causa della difficoltà della sanatoria,ono molti problemi segnalati dalle associazioni di settore, a partire dai costi esosi. L’iniziativa per la regolarizzazione è lasciata ai datori di lavoro, quindi i migranti devono affidarsi al buon cuore di chi li ha sfruttati fino al quel momento.  Se si considera poi che presentando la domanda il datore di lavoro si scarica automaticamente di ogni problema legato all’aver assunto migranti privi di documenti, mentre i lavoratori dovranno aspettare per mesisarà possibilel responso con il rischio di perdere i soldi spesi e ritrovarsi ancora clandestini, allora lo sbilanciamento della sanatoria a beneficio dei datori di lavoro diviene evidente. Un rischio più che concreto è che i migranti si affidino a faccendieri per ottenere false assunzioni oppure che dichiarino di essere lavoratori domestici presso amici compiacenti, la percentuale di sedicenti lavoratori domestici tra chi ha chiesto di accedere alla sanatoria è quantomeno sospetta. Resta poi difficile per i migranti dimostrare la presenza in Italia prima del 31 dicembre 2011 attraverso documenti provenienti da istituzioni italiane, altro requisito fondamentale, nonostante il 4 ottobre una sentenza dell’Avvocatura dello Stato abbia dichiarato ammissibili come prove anche contratti delle utenze domestiche e telefoniche, tessere del trasporto pubblico e le ricevute dei money transfer: chi è senza documenti generalmente evita gli uffici pubblici e spesso vive una vita ai marginalizzata. Tuttavia questo chiarimento da parte dell’Avvocatura dello Stato ha aperto la strada ad una richiesta di proroga della scadenza della sanatoria fino al 15 novembre, presentata dai sindacati e organizzazioni che si occupano di immigrazione.

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In redazione: Khaldoun, Laura Lucarelli, Marco Stefanelli , Marzia Coronati.  Passpartù è anche su  Facebook

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