Merkel ad Atene per rassicurare Europa e mercati

Nonostante il divieto di manifestare in gran parte della città di Atene, tra le 15 mila e le 20 mila persone hanno raggiunto piazza Syntagma, davanti la  sede del parlamento, per protestare contro il cancelliere tedesco Angela Merkel in visita ufficiale nel paese. Era dal 1974 che in Grecia non veniva utilizzata la legge anti cortei, risalente al periodo dei colonnelli e mai abolita. Una norma che permette alle autorità di impedire qualsiasi forma di assembramento, sospendendo il diritto a manifestare.

“La visita di Angela Merkel fa seguito ad un aperto invito del governo Samaras e ha un alto contenuto simbolico”, commenta Margherita Dean, corrispondente di Radio Popolare e collaboratrice di AMISnet nella rubrica Laboratorio Zeta, “nella misura in cui la Grecia sta ancora attendendo l’ultima parte della tranche di aiuti attesa per giugno e la totalità della tranche di settembre”. L’elargizione degli aiuti è condizionata al responso degli ispettori della troika al lavoro ad Atene.  Spetta infatti ai burocrati della Banca Centrale europea, della Commissione europea e del Fondo Monetario Internazionale valutare l’effettiva aderenza del governo ellenico ai memorandum sottoscritti in cambio dei prestiti accordati. “Il fatto che la Merkel sia venuta ad Atene” commenta ancora Margherita Dean, “è testimonianza della volontà di rassicurare tanto il paese quanto l’Unione Europea e i mercati finanziari, dimostrando l’intenzione della Germania di mantenere la Grecia agganciata alla zona euro almeno per il momento e pur in assenza di un responso definitivo da parte degli ispettori.”

“Intanto colpisce la composizione della manifestazione odierna”, conclude Dean. “Accanto a movimenti, sindacati e partiti di sinistra, sono scesi in piazza moltissimi cittadini che manifestavano da soli, sempre più sfiduciati nei confronti di partiti e organizzazioni sindacali ritenuti colpevoli del disastro economico e sociale che il paese sta attraversando”.

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