Il Pianeta delle Scimmie 24: Romney mette Obama all’angolo

 

La campagna elettorale sta entrando nella fase conclusiva e più concitata. L ‘avvenimento più importante e atteso è stato indubbiamente  il duello televisivo tra Barack Obama e Mitt Romney. Il giornalista che ha condotto il dibattito,  Jim Lehrer, è  stato molto criticato per aver lasciato mano libera ai due candidati alla presidenza, permettendo così a Romney di innervosire Obama con continue interruzioni. Iniziato con un gradevole scambio di battute sul ventesimo anniversario di matrimonio del presidente americano, il dialogo ha preso poi una piega meno piacevole per Obama. Lo scontro televisivo si è concluso infatti con la vittoria di Mitt Romney, apparso più determinato e concreto sui temi economici. Bisogna però ricordare  che l’ultima parola su chi andrà alla Casa Bianca spetterà al Collegio Elettorale. Negli stati ancora indecisi pare che la ruota giri a favore di Barack Obama, che per tamponare la brutta figura fatta in televisione, ha subito lanciato un nuovo spot accusando Romney di essere un uomo disonesto. Tra i temi toccati dai due candidati nel corso dell’incontro davanti alle telecamere, spiccano inoltre la sanità e le armi, che Romney difende con orgoglio e sulle quali Obama sostanzialmente tace, per non scontentarne la potente lobby. Lobby delle armi che ha invece approfittato della sponda offerta dal candidato repubblicano per assicurargli il proprio sostegno e ricordare all’opinione pubblica che la libertà e lo stile di vita in America dipendono proprio dalle armi.

L’attuale campagna elettorale, come del resto quelle che l’hanno preceduta, sarà però ricordata anche per la recrudescenza della pena capitale. Entro il sei novembre sono previste dieci esecuzioni, segno che tanto i democratici che i repubblicani cercano di far leva sulle insicurezze e sullo spirito giustizialista degli statunitensi.

Infine una curiosità che non andrebbe sottovalutata: tutti i presidenti americani degli ultimi sessanta anni sostengono di aver osservato oggetti volanti non identificati. Confrontando le date in cui  avvennero gli “avvistamenti” sorge però spontaneo avanzare l’ipotesi che si trattò più che altro di un espediente per distogliere l’attenzione del pubblico americano in momenti storici molto tormentati. Bill Clinton, ad esempio, citò l’esistenza di creature extra-terrestri mentre infuriava l’invasione armata ed illegale dell’esercito USA in Iraq. Ronald Reagan, che aveva la mania degli scudi stellari, incontrò strane creature nello stesso periodo in cui gli squadroni armati dagli USA compivano stragi agghiaccianti in Centro America. Ma già lo stesso John Kennedy – più di trenta anni prima, era l’inizio della guerra in Vietnam – aveva parlato di UFO che avrebbero potuto attentare alla sicurezza degli Stati Uniti.

 

 

 

 

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