Un minuto due appena

arbreSotto un albero, nel villaggio di Djannà, in Mali, Animatà racconta di come è diventata una “tagliatrice”, la donna a cui tutte le famiglie della zona si rivolgono per l’escissione delle loro figlie o nipoti. “Appartengo alla casta dei forgeron, i fabbri” dice. “Mia nonna, che era “tagliatrice” prima di me, mi ha insegnato”. L’escissione, spiega Animatà, è facile… “in uno, due minuti è fatta”…e lei in un mese riusciva ad accontentare anche 20, 25 famiglie. Poi un giorno ha smesso. E’ rimasta colpita dalle immagini di donne, mostrate da un’associazione locale, sui danni permanenti provocati dall’escissione. “E’ qualcosa di cui non ti dimentichi nulla …neppure di un dettaglio” racconta Marietou Sanou intervistata a Ouagadougou, in Burkina Faso. “Dal momento in cui vi acchiappano come un animale per sdraiarvi e tagliarvi, senza chiedere il vostro parere. E poi il dolore ..”.

Animatà e Marietou sono alcune delle voci raccolte in questo viaggio sonoro tra Mali e Burkina Faso sulle tracce delle mutilazioni genitali femminili. Un percorso che incrocia venditori di afrodisiaci, imam, uomini costretti a denunciare e a mandare in carcere le proprie madri pur di evitare l’escissione delle proprie figlie.

Uno, due minuti appena è un reportage di Andrea Cocco. Nel dicembre 2012 ha ottenuto il riconoscimento come migliore opera per la categoria Radio e Televisione al premio giornalistico indetto dell’UNAMSI. A cura dell’agenzia radiofonica Amisnet, il documentario è stato realizzato con le interviste raccolte da Andrea Cocco e Elise Melot e i contributi di Abandonner les mutilations génitales féminines sur FM, progetto a cura di Audiodoc e AIDOS, Ouagadougou novembre 2011

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