Il radio documentario, questo sconosciuto

Quanti documentari radiofonici sono trasmessi nelle radio pubbliche europee? Quali sono i dati relativi agli ascolti? Quanto sono retribuiti  gli autori? A queste e a molte altre domande risponde una ricerca curata da Audiodoc sul ruolo dell’audiodocumentario in Europa, la prima nel suo genere. L’Italia è uno dei Paesi che meno valorizza e diffonde questo modo di fare informazione.

Se è vero infatti che il documentario radiofonico è quasi ovunque un prodotto ancora di nicchia, c’è anche da rilevare che in molti paesi europei il genere è di gran lunga più considerato e sostenuto che da noi. Un dato tra tutti: se sulla radio pubblica tedesca vengono trasmessi 51 documentari a settimana, in Italia ne viene diffuso solamente uno. L’indagine di Audiodoc, la prima associazione italiana di audiodocumentaristi è stata condotta attraverso un questionario, inviato a 63 redattori delle radio pubbliche di 32 paesi Europei.

Ai redattori è stato anche chiesto cosa era secondo loro un audiodocumentario e molte sono le definizioni che sono state: elaborazione drammaturgica con un lungo lavoro di montaggio, contenitore di spazi acustici, raccolta di storie dalla cucina della società. Il punto su cui però sono tutti d’accordo è che un un audiodocumentario si distingue da un classico servizio radiofonico per la sua alta qualità. E per permettere a un autore di produrlo perciò è necessaria anche una retribuzione adeguata. Altro tasto dolente, soprattutto per l’Italia.  “Si va dalla Norvegia, che paga quasi 180 euro al minuto, sino ad arrivare all’Italia che paga 6,67 euro al minuto” spiega Andrea Giuseppini, tra i curatori della ricerca.

Gli audiodocumentaristi in Italia non solo sono mal pagati, ma producono anche molto poco, in media un lavoro l’anno. L’autore di audiodocumentari radiofonici insomma è una figura ancora molto precaria. Ma quanto sono sensibili invece i cittadini a questi ascolti? Secondo la ricerca di Audiodoc la media europea è del 2,82%. Quasi il tre per cento degli abitanti europei cioè ascoltano radiodocumentari, con differenze anche qui molto nette tra paesi come la Slovenia, la Romania e la Finlandia, dove gli ascolti superano il 10%, e nazioni come la Polonia o la Spagna, dove gli ascolti sono sotto l’1%.

Clicca qui per leggere l’indagine conoscitiva di Audiodoc

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