Il Pianeta delle Scimmie 22: Obama e il debito pubblico

Molti pensavano che Obama non ce l’avrebbe fatta ad essere rieletto e invece il presidente sembra avviato a grandi passi verso il secondo mandato. Non è stata solo la stampa di sinistra a remare contro Mitt Romney veicolandolo verso la sconfitta, eminenti giornalisti di destra, come il presidente della Hellerman Baretz Comunications hanno detto apertamente che sono stati soprattutto i repubblicani a danneggiare il loro stesso candidato. Lo ha confermato anche Ann Romney, moglie dell’aspirante presidente, che nel corso di due diverse interviste si è rivolta ai rappresentati del partito repubblicano rimproverandoli per aver ostacolato la corsa del marito verso la Casa Bianca.

Ann Romney ha anche tentato di convincere l’elettorato che le parole di Mitt sul 47% di americani che vivono a spese degli altri sono state male interpretate. Conoscendo bene il marito, Ann Romney assicura che ha un cuore gentile e sensibile soprattutto nei confronti dei meno fortunati.  “Se Mitt ha deciso di candidarsi è proprio per poter aiutare i diseredati”, ha confidato la signora Romney durante un intervista alla Fox.

Dopo la discussa e forse superflua  partecipazione alla Convention repubblicana, che secondo molti ha dato il colpo di grazia alla candidatura di Mitt Romney, Clint Eastwood  è tornato a parlare dei repubblicani durante un’intervista concessa all’Ellen Degeneres Show dichiarando che i repubblicani spendono soldi come marinai ubriachi. A  poche ore di distanza Barack Obama ha fatto la sua apparizione al David Letterman Show producendosi in una serie di battute da cabaret studiate per ingraziarsi l’elettorato. Oltre ad aver confermato le proprie doti di intrattenitore, il presidente uscente, ha anche affrontato alcuni temi scottanti in materia di economia. Nello scagliarsi contro l’amministrazione Bush, colpevole di aver affondato le finanze USA intraprendendo due guerre per le quali non aveva i fondi, Obama omette le proprie responsabilità nell’aver dato seguito alle stesse guerre. Riferendosi poi esplicitamente al debito pubblico Obama ha affermato che sarà necessario tagliare dei servizi che “non funzionano” ma anche che da parte delle classi più abbienti ci sia la disponibilità a dare qualcosa in più. Parole che, a fronte delle politiche sostenute nel corso dell’ultimo mandato, rischiano di suonare demagogiche e retoriche.

I giochi non sono ancora fatti  ma una cosa è certa: l’elettorato ebraico voterà per Barack Obama. Parola di un sondaggio Gallup e di Robert Wexler, che nell’attuale campagna elettorale agisce come tramite tra Obama e la comunità ebraica. In chiave di politica internazionale bisogna quindi registrare il mancato successo di Romney – che si era apertamente esposto contro l’Iran – e la fiducia che la comunità ebraica accorda ad Obama, che, si presume, si farà nei fatti portatore delle stesse istanze filo-israeliane. Ora si aspettano i tre dibattiti e la stampa USA predice che Barack Obama avrà vita facile.  In passato, ci sono però stati presidenti uscenti con oltre il 40% delle previsioni favorevoli che hanno visto ribaltato questo sondaggio proprio in seguito ai dibattiti televisivi.

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