Anniversario della breccia di Porta Pia: baluardo di laicità

Il 20 settembre si ricorda la breccia di Porta Pia e la relativa annessione dello Stato Pontificio al neonato regno d’Italia. Questo episodio sancisce anche formalmente la fine del potere temporale della chiesa.
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a celebrazioni ufficiali che sembrano dimenticare il valore laico di questa ricorrenza, con le più alte autorità dello stato affiancate a personaggi di spicco della curia vaticana”, commenta Maria Mantello, presidentessa dell’Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno, “per cui abbiamo deciso di affiancare alle manifestazioni ufficiali altri momenti che ponessero al centro i temi di laicità e indipendenza dello stato”.

Il tutto va naturalmente letto nella cornice della riconciliazione tra stato italiano e chiesa, iniziata nel 1929 grazie ai patti lateranensi firmati da Benito Mussolini e coronata nel 1984 dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi. Il nucleo laico e  anticlericale di cui sono stati portatori molti combattenti per l’unità d’Italia è stato messo da parte, in virtù di un rapporto dai contorni molto meno netti e riconoscibili.

“Oltre a un valore testimoniale la nostra iniziativa ha lo scopo di richiedere l’abolizione dei privilegi economici e fiscali di cui la chiesa gode a danno dell’intera collettività”, aggiunge Maria Mantello. “In un periodo di crisi è inaccettabile che le proprietà vaticane non paghino l’IMU o le utenze per acqua e luce. Altro obiettivo”, conclude, ” è il dimezzamento dell’otto per mille, in un quadro generale che secondo noi dovrebbe mirare all’abolizione del concordato tra stato e chiesa. Riteniamo che questa sia una battaglia di civiltà.”

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