La solitudine della carota: come perdere la diversità in agricoltura

Nel 2006 il tribunale di Nimes in Francia ha condannato l’associazione Kokopelli a pagare una multa di 200 mila euro per aver promosso la vendita di semi di frutta e verdura considerati “illegali”. La prova del reato consisteva allora in un sacchetto di sementi provenienti da colture locali e diffuse da Kokopelli con lo scopo di salvare la biodiversità in agricoltura. A distanza di 6 anni in Francia non esiste ancora una legge che permetta ai contadini locali di scambiare e vendere i semi, come si è fatto per migliaia e migliaia di anni. In Italia le cose non sono tanto diverse. Da noi, così come in Spagna o in altri paesi europei, scambiare o vendere il seme di un pomodoro o di una carota, senza averlo prima registrato, comporta il rischio di incappare in provvedimenti e sanzioni. “Come se stessimo coltivando marijuana” racconta Giuseppe Lirosi, che coltiva in Sicilia varietà di grano quasi sull’orlo dell’estinzione. Eppure, nonostante leggi e divieti, i contadini continuano ad essere oggi uno degli ultimi baluardi contro la spaventosa perdita di biodiversità in agricoltura.
Secondo un rapporto della FAO negli ultimi 100 anni è andato perduto, a livello mondiale, circa il 75 per cento delle varietà di ortaggi e frumenti coltivati. Delle migliaia di tipi di riso un tempo esistenti ne sarebbero rimasti pochi e appena 4 di questi soddisfano il 65 per cento dei consumi globali. Al posto delle varità un tempo seminate ci sono oggi i semi prodotti in laboratorio e tutelati da brevetti e copyrights. Se per i contadini è difficle scambiare i semi, lo stesso non accade per le grandi aziende. Nel 2009 il mercato delle sementi è arrivato a fatturare 27,4 miliardi di dollari e continua ad essere controllato al 50 per cento da appena 3 multinazionali provenienti dalla chimica e dalla farmaceutica.

Come hanno fatto ad imporsi? Perché i contadini preferiscono comprare da loro i semi piuttosto che autoprodurseli? E perché nel 2011 un ufficio europeo ha dato il suo assenso a brevettare un comunissimo broccolo?

 

 

La solitudine della carota è uno speciale radiofonico realizzato da AMISNET con il sostegno e la partecipazione dell’organizzazione non governativa M.A.I.S. nell’ambito del progetto “Creating Coherence”, promosso insieme alle organizzazioni FairWatch di Genova, Xarxa de Consum Solidari di Barcellona, Both ENDS di Amsterdam, Za Zemiata di Sofia e Protect the Future di Budapest.

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