Italia: I porti dell’illegalità

  “Ogni anno, migliaia di rifugiati e migranti si nascondono nei traghetti, viaggiano in aliscafi, gommoni o ogni altro mezzo marittimo di trasporto esistente nella speranza di attraversare il mar Adriatico. Questi movimenti, che avvengono all’interno delle frontiere europee, nella gran parte dei casi riguardano persone in cerca di protezione internazionale: afgani, iracheni, sudanesi, eritrei che, una volta raggiunti i porti italiani, sperano di potere presentare la domanda di protezione internazionale. Tra di loro ci sono molti minori non accompagnati e altre persone appartenenti a categorie vulnerabili”.

Inizia così “Human Cargo”, un report a cura dell’associazione Pro Asyl e del Greek Council for Refugees che testimonia le riammissioni arbitrarie che quotidianamente avvengono dai porti dell’Italia verso la Grecia. “Mentre le statistiche ufficiali indicano un certo numero di persone riammesse annualmente dall’Italia alla Grecia” si legge nel report “alcune ong greche hanno registrato un numero molto superiore di persone riammesse, in modo del tutto informale e contrastante con le leggi internazionali”.

Nel report sono contenute le testimonianze di numerose persone giunte ai porti di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia e respinte nuovamente in Grecia, nonostante leggi nazionali ed europee lo vietino. Basti pensare che il regolamento di Dublino, che obbligherebbe i richiedenti asilo a rimanere nel primo paese europeo in cui vengono registrati, è stato sospeso per la Grecia, considerata dai membri dell’Unione Europea incapace di offrire rifugio. La violenta crisi economica, l’assenza di una politica di integrazione, la stampa greca che ha legittimato il vocabolario razzista, hanno infatti contribuito a individuare nello straniero il responsabile di tutti i mali e le aggressioni di natura xenofoba sono ormai all’ordine del giorno.

 

Leggi il report: “Human Cargo”

 

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