Il Pianeta delle Scimmie 18: Romney vs Iran

Nelle scorse settimane si era profilata la possibilità che Mitt Romney scegliesse Condoleeza Rise come sua vicepresidente, nel caso di vittoria alle elezioni di novembre. Questa ipotesi, ritenuta ora meno probabile di quanto non apparisse, parlava di un preciso orientamento spregiudicato in materia di politica estera, e in particolare della probabilità del’apertura di un nuovo fronte di guerra in Iran. E’ invece un fatto che Mitt Romney abbia poi dichiarato che non si tollererà oltremodo la minaccia nucleare iraniana.

Le dichiarazioni di Romney, per quanto aprano a scenari imprevedibili e molto gravi, sono tra i pochi contenuti politici di una campagna incentrata sul gossip e ormai totalmente votata alla raccolta di fondi elettorali. Se le cose vanno molto bene in questo senso per Romney, in casa Obama si comincia a temere che il divario con l’avversario in pectore sia ormai divenuto incolmabile. Obama che mette in campo persino cane di famiglia, regalo di Ted Kennedy, che in uno spot invoca che gli si “lanci un osso”. Su tutto questo pesa l’ombra di meccanismi per lo meno oscuri di reperimento dei fondi. Per aggirare le leggi che limitano fortemente l’apporto di ogni singolo cittadino ai partiti, entrambi gli schieramenti si sono muniti di un apparato fatto di associazioni nominalmente “no profit”, che possono incamerare fondi senza dover rendere noto il nome del donatore.

Fa invece discutere la decisione della Corte Suprema di confermare la validità della riforma sanitaria targata Obama. Se da un lato questa viene rivendicata dai democratici – e dai loro accoliti internazionali – come una vittoria, non si può escludere che si sia trattato di una scelta voluta dalla Corte, il cui presidente John Roberts è di provata fede repubblicana, per mettere ulteriormente in difficoltà l’attuale presidente, per via del carico sulle famiglie che questa determinerebbe a fronte di poche migliaia di persone che avranno accesso ai servizi sanitari.

I sondaggi intanto segnalano un crescente distacco degli statunitensi dalle elezioni. Secondo Fox News solo il 38% degli americani s’interessa dell’attuale campagna presidenziale perché “priva di argomenti politici”.

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