Radio Sham: scintille tra Ankara e Damasco

Quattordicesimo ed ultimo appuntamento stagionale con Radio Sham. Oggi il nostro approfondimento parte dalle tensioni tra Damasco ed Ankara a seguito dell’abbattimento da parte della contraerea siriana di un aereo Phantom 4 dell’aviazione turca. Il premier turco Erdogan ha reagito con altisonanti dichiarazioni ed appellandosi alla NATO, ottenendo una dichiarazione di solidarietà in base all’articolo 4 del Patto Atlantico, senza quindi ricorrere all’articolo 5 che prevede l’intervento dei paesi dell’alleanza a difesa del membro della NATO che venisse attaccato. Sul fronte militare Ankara ha aumentato le truppe ammassate sul confine e ha cambiato le regole di ingaggio, promettendo dure reazioni in caso di nuove azioni ostili o violazioni dello spazio aereo, che secondo i turchi sarebbe già stato violato oltre 100 volte. Tuttavia l’opzione militare resta lontana, troppi i nodi da sciogliere e le complicazioni, a cominciare dal ruolo delle minoranze curde in Siria, in Iraq ed entro gli stessi confini turchi. In un paese dalla composizione sociale articolata come è quella siriana, in un auspicabile futuro democratico sarà fondamentale il superamento del centralismo statale imposto dagli Assad e figlio di un processo di decolonizzazione in cui l’ Europa ha cercato di esportare il concetto ottocentesco di stato-nazione. A tutela della convivenza tra le numerose minoranze che insieme costituiscono il popolo siriano, perchè tutti possano godere dei propri diritti culturali e sentirsi rappresentati nelle istituzioni della nuova Siria, forse l’unica opzione è quella di uno stato dall’architettura federalista.

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