Minacce al Trattato Schengen

Ripristinare i controlli alle frontiere interne in caso di forti pressioni migratorie. Questa la proposta in discussione in questo settimane al Consiglio Europeo. Il progetto, che riformerebbe il trattato di Schengen, prevede che la procedura dei controlli sia sottratta ai singoli Stati e affidata alla Commissione Europea.

La possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere interne dell’Unione europea già esisteva,  “in caso di minaccia grave di ordine pubblico e sicurezza interna”, ma oggi il progetto di riforma di Schengen mette ancora più a rischio i principi del Trattato. La proposta è figlia dei fatti avvenuti la primavera del 2011, quando i migranti che avevano lasciato la Tunisia del dopo Ben Alì ottennero dal nostro governo dei permessi di soggiorno che gli permettevano di circolare nell’area Schengen. Con quel documento in tasca molti di loro partirano alla volta della Francia, che non accettò la situazione e fece di tutto per ripristinare i controlli alla frontiera con l’Italia. Dopo questa vicenda la Commissione, anzichè avviare delle procedure di infrazione nei confronti della Francia per avere abusato della possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere, aveva approvato quel comportamento e ora sta lavorando a un nuova proposta.

“Quello che ha proposto la Commissione e che oggi è oggetto di negoziato va in due direzioni” spiega Alessandro Fiorini, esperto in politiche migratorie europee e curature del blog Asilo in Europa “da una parte vuole europizzare la decisione di rintrodurre i controlli alle frontiere interne, sottraendoli alla disponibilità dei singoli Stati e affidandoli alla Commissione stessa, dall’altra vuole introdurre una procedura specifica di controlli alle frontiere in caso di carenze gravi e persistenti da parte degli Stati nel controllo delle frontiere esterne o nelle procedure di rimpatrio”. “La proposta di riforma del Trattato di Schengen” conclude Fiorini “dovrà essere negoziata dal legislatore europeo, Consiglio e Parlamento, che fino ad oggi è stato escluso dalle discussioni, con una mossa senza precedenti.

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