L’Alchimista 35: Annus Horribilis

Ultima puntata stagionale per quanto riguarda la rubrica di economia e finanza della nostra agenzia. Per l’occasione Andrea Baranes, della Fondazione Culturale Banca Etica, formula un resoconto dell’anno trascorso. “E’ stato un annus horribilis, in cui le tendenze registrate dal principio della crisi dei mutui subprime, nel 2008 hanno subito accelerazioni importanti,” commenta. “La scelta di finanziare le banche con denaro pubblico coprendone i debiti, mascherata da passaggio tecnico e neutro, è stata in realtà questione di posizionamento politico, una concreta scelta di campo, affatto scontata”.

Mentre si rende conclamato il disastro greco, con un’economia prostrata sotto il peso dei memorandum imposti da Bruxelles e con una situazione sociale insostenibile, gli stati europei faticano a trovare o persino ad immaginare soluzioni più equilibrate per fronteggiare le probabili situazioni di insolvenza di altri stati. Tra gli elementi più problematici c’è senz’altro la posizione della Germania, che non cede di un passo sulle proprie risoluzioni e sembra voler approfittare del commissariamento degli altri stati membri. “Quel che è accaduto in Spagna in questi giorni è emblematico”, continua Baranes, “in un paese con il tasso di disoccupazione al 30% la priorità del governo nazionale e di quello europeo è quella di ricapitalizzare le banche con una cifra che va dai 60 ai 100 miliardi di euro. Con quel denaro sarebbe stato possibile rifondare l’economia su basi diverse, oppure garantire il reddito di cittadinanza a tutta la popolazione. La scelta di far confluire cifre tanto ingenti nelle casse di banche private non è l’unica possibile e testimonia la volontà politica di stringere il cappio intorno al collo dei greci”.

Sul fronte delle misure per mitigare la finanza speculativa, orizzonte tracciato all’inizio della crisi, poco o nulla è stato fatto. Persino una misura come la tassazione delle transazioni finanziarie, che avrebbe l’effetto immediato di arginare le operazioni puramente speculative, non intaccando quelle di investimento, ha trovato la rigida opposizione della Gran Bretagna.
“Le misure correttive operate dagli stati e dai governi non saranno mai sufficienti ad arginare la situazione”, conclude Baranes, “l’altro aspetto del quale spesso ci dimentichiamo è il potere in mano a ogni singolo cittadino e risparmiatore, nell’affidare il proprio denaro alle banche. E’ nostro diritto sapere con esattezza cosa viene fatto del nostro denaro. Dovrebbe essere nostra attenzione spostare i nostri soldi da una banca che non ci da adeguate garanzie sul fatto che, ad esempio, non vengano utilizzati per operazioni di speculazione finanziaria”.

 

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