Radio Sham: stop agli osservatori ONU, mentre i coordinamenti locali sconfessano il CNS

Proseguono i combattimenti nella martoriata città di Homs dove ormai interi quartieri sono stati rasi al suolo, così come in altre aree del paese. L’escalation delle violenze ha indotto la sospensione della missione dei 300 osservatori delle Nazioni Unite presenti nel paese e che denunciano di essere stati esposti al fuoco diretto almeno 10 volte, oltre agli innumerevoli episodi in cui sono rimasti coinvolti marginalmente, e la mancanza di una reale volontà di tregua da parte di entrambe le parti in campo.

Sul piano internazionale si è parlato di Siria anche al G20. Alla fine dell’incontro con Cina e Russia, il presidente statunitense Barak Obama ha dichiarato che le tre grandi potenze concordano nel valutare la pericolosità di una guerra civile e che quindi bisogna puntare su una soluzione politica alla crisi. Il suo omologo russo ha però recentemente ribadito che un cambio di Regime in Siria non sia una priorità mentre da Washington arrivavano dichiarazioni circa l’impossibilità di una transizione finchè sarà Bashar Al Assad a regnare su Damasco. Nei giorni scorsi c’era stata inoltre qualche tensione tra Regno Unito e Stati Uniti da un lato ed il Cremlino dall’altro, circa la nave russa Alaed carica di elicotteri da combattimento e diretta verso il porto siriano di Tartous, dove si trova l’unica base militare russa sul Mediterraneo. Le autorità britanniche hanno indotto l’Alead a tornare indietro in ossequio all’embargo imposto dall’ EU sul trasferimento di armi verso la Siria, mentre da Mosca fanno sapere che la nave trasportava indietro elicotteri spediti in Russia dal governo di Damasco per manutenzione ordinaria.

In conclusione torniamo al fronte interno, alcuni analisti hanno notato un cambiamento ed una maggior organizzazione in seno all’opposizione interna alla Siria, sempre più lontata dal Consiglio Nazionale Siriano che nonostante il cambio di leadership continua ad essere sempre più lontano dall’ uomo della strada essendo composto principalmente da oppositori in esilio. Dopo 13 mesi di rivolta sono ormai difussissimi i comitati di coordinamento locale che ora si sarebbero organizzati in un Comitato d’ Azione Unitaria e sconfessano con forza la legittimità del CNS, cui nell’aprile scorso era stato attribuito il ruolo di “unico legittimo rappresentante del popolo siriano” durante la conferenza internazionale dei cosidetti “amici della Siria”. Nei prossimi giorni sono previsti incontri per superare la frammentazione ed unire gli sforzi intorno ad una piattaforma che rappresenti il minimo comune denominatore tra le tante anime dell’opposizione interna al paese.
Sul fronte della rivolta armata, l’ Esercito Siriano Libero sembra stia gradualmente riunendo percentuale sempre più alta dei ribelli armati incanalandoli in una linea di comando gerarchica che lo fà somigliare sempre più ad una istituzione militare tradizionale. Non mancano però sacche di combattenti guidati da una idea islamista o salafita, spesso finanziati dall’estero, che pur restando piuttosto marginali con il protrarsi della crisi rischiano di crescere insieme alla disperazione della popolazione locale.

Tags , , ,

Related posts

One Comment;

  1. Pingback: Siria ancora sul massacro di Hula « Georgiamada

Comments are closed.

Top