Accordo Italia – Libia: violato il diritto d’asilo

Il quotidiano La stampa ha pubblicato il testo dell’accordo bilaterale tra l’Italia e la Libia siglato il 3 aprile scorso a Tripoli. A distanza di tre mesi, il contenuto dell’intesa è stato reso pubblico: l’Italia continuerà ad aiutare la Libia a contrastare l’immigrazione, attraverso maggiori controlli alle frontiere e finanziamenti per implementare i centri per migranti presenti sul territorio.

Il testo è stato commentato con preoccupazione dall’associazione per i diritti umani Amnesty International, che da aprile scorso chiedeva al nostro Ministero dell’Interno di sapere cosa prevedeva questa alleanza. “Se prima ci preoccupava il fatto che nessuno sapeva cosa i due governi avevano previsto con la firma di questo accordo, pra che abbiamo letto il testo ci preoccupano i suoi contenuti” commenta Riccardo Noury, di Amnesty. L’accordo infatti altro non è che è una riedizione del passato, in cui l’Italia si impegnava a sostenere la Libia di Gheddafi nel contrastare le partenze dei migranti verso l’Europa. “La Libia non riconosce il diritto d’asilo, e solo per questo l’Italia non può e non deve collaborare con il suo governo” prosegue Amnesty “basti pensare che le parole “diritto d’asilo” non compaiono nel testo. Inoltre si parla di riavvio della costruzione di un centro sanitario per migranti, ma in Libia non sono mai esistiti centri sanitari e di assistenza, esistono solo centri di dentezione dove vengono violati i diritti umani più elementari”. Amnesty International continuerà a chiedere all’Italia di mantenere i suoi accordi internazionali, che prevedono di non collaborare con uno Stato che ad oggi ancora non è in grado di garantire i diritti umani.

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