Radio Sham: il medico pietoso…

Il nostro approfondimento sulla Siria questa settimana prende spunto dal discorso tenuto dal presidente siriano Bashar Al Assad di fronte al neo-eletto parlamento di Damasco. Assad ha parlato per oltre un ora, condannando la strage di Houla ed annunciando che dopo gli sforzi riformatori dell’ultimo anno, in cui si è riscritta la costituzione, annullato lo stato di emergenza e si sono tenute elezioni legislative, il regime ha ora intenzione di reagire con maggior determinazione a quelli che definisce attacchi terroristici ed aggressioni alla Nazione orchestrate dall’estero. A colpire più di ogni altro è un passaggio del discorso di Assad che è stato ripubblicato migliaia di volte dalla stampa estera e dagli attivisti sui social network ma che l’agenzia ufficiale SANA ha omesso dalla trascizione:
Non basta amare la patria per renderla forte, bisogna sapere come amarla.

Quanti padri e madri hanno cresciuto dei falliti pur con un educazione che non difettava d’amore, ma che piuttosto mancava di saggezza ed intelligenza.
Non basta odiare il sangue perchè esso non scorra, bisogna sapere come impedire l’emorragia.
C’è chi basa le sue opinioni politiche sul rifiuto della violenza e del sangue, io vi chiedo, quale persona sensata ama il sangue e la violenza?
Sono ovvietà, ma quando il chirurgo entra in sala operatoria, incide ed apre la ferita e quindi il sangue scorre cosa gli diciamo?
Ne malediamo le mani sporche di sangue, oppure le benediciamo per aver salvato il malato?
Quando la resistenza impugna le armi, lo fà per amore del sangue?
Ed il profeta Maometto, ha forse combattuto per amor della violenza o per difendere il messaggio divino?

Con queste parole il rais ammette di avere le mani sporche di sangue, ma presenta la repressione come un male necessario per salvare il paese. Ma il messaggio sembra rivolto sopratutto alla comunità alawita, la minoranza di cui il clan Assad fà parte e che detiene le principali leve del comando, nel tentativo di convincerla che quella in atto è una lotta per la sopravvivenza della comunità stessa e non solo del regime, spostando l’attenzione dalla crisi politica verso una confessionalizzazione del conflitto. Intanto il regime sta perdendo sempre più l’appoggio della ricca borghesia damascena e di quella aleppina, fedelissimi ai tempi di Hafez Al Assad ( padre dell’attuale presidente) erano fedeli. Nei giorni scorsi molte saracinesche sono rimaste chiuse nei mercati storici delle due principali città siriane, uno sciopero per protestare contro la strage di Houla.

Related posts

One Comment;

  1. Pingback: Comitati di coordinamento locale e RadioSham « Georgiamada

Comments are closed.

Top