L’Alchimista 32: 100 giorni alla fine dell’Europa

Nei giorni scorsi il noto investitore e speculatore internazionale George Soros, proprietario di uno degli edge founds più importanti a livello planetario, ha rilasciato dichiarazioni allarmanti circa le sue previsioni rispetto al futuro dell’Euro e della stessa Unione Europea. Soros ha scelto come sede il Festival dell’Economia di Trento per spiegare approfonditamente la propria visione delle istituzioni economiche europee e per prevedere un rapido tracollo del sistema a meno di accorgimenti immediati da parte dei leader dei vari stati.

“Molte osservazioni di Soros sono più che condivisibili”, commenta Andrea Baranes ,”a partire dalle considerazioni sull’incompiutezza della BCE, istituto centrale che ha facoltà di emettere moneta a livello continentale e che stabilisce le politiche monetarie, elementi che in assenza di una politica economica  e di una fiscalità comuni, hanno aperto il fianco agli attacchi speculativi contro i singoli paesi non in grado di difendersi e contribuito fortemente al determinarsi della situazione attuale.” “Al tempo stesso”, continua Baranes, “il fatto che queste affermazioni vengano da uno dei più potenti uomini della finanza e tra i maggiori conoscitori dei sistemi speculativi – già autore nei primi anni novanta di un feroce attacco alla sterlina e alla lira che portarono a pesanti svalutazioni valutarie e per quanto riguarda l’Italia alla più violenta legge finanziaria degli ultimi decenni – può di per sè alimentare ansie nei mercati e innescare meccanismi difficilmente controllabili”.

“Infine”, conclude Baranes, “anche se appare una possibilità remota e Soros si sia negli ultimi anni più volte scagliato contro un certo modo di far finanza (dopo averne incarnato il prototipo per decenni), non si può escludere che le dichiarazioni del finanziere vadano incontro a qualche suo interesse personale.”

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