Baogao: i serpenti stranieri di Yang Rui

Yang Rui è un popolare anchorman della CCTV, la rete di canali di stato più seguita in Cina. Il canale internazionale della stessa rete, in lingua inglese, trasmette quotidianamente un talk show, “Dialogue”, in cui Yang Rui, alternandosi con la collega Tian Wei, intervista commentatori e politici stranieri sui temi di attualità più scottanti, spesso su tematiche considerate off-limits in Cina. Rui è un personaggio popolare, spesso amico personale di giornalisti e intellettuali che vivono e lavorano in Cina, ma, da quando mercoledì 16 maggio è apparso un suo post nella pagina personale di Sina-Weibo, molti si sono ricreduti sul suo conto: “Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha deciso di fare pulizia di pattume straniero” si leggeva nel post ” …bisogna tagliare le teste a questi serpenti stranieri, gente che arriva dagli Stati Uniti e dall’Europa per rubare i nostri soldi, trafficare in vite umane, e diffondere informazioni sediziose tra i cinesi, per incoraggiarne l’emigrazione … Abbiamo cacciato quella bisbetica straniera, e chiuso l’ufficio di Al-Jazeera a Pechino, in modo che tutti quelli che demonizzano la Cina stiano zitti e se ne ritornino nei loro paesi.” Complice una traduzione dal cinese apparsa sul Wall Street Journal del 18 maggio, in cui l’appellativo della giornalista di Al-Jazeera è stato reso con “bitch”, molto più volgare di “bisbetica”, il polverone si è sollevato. A Melissa Chan, la corrispondente da Pechino del canale inglese di Al-Jazeera, non è stato rinnovato il visto giornalistico, e l’ufficio è stato chiuso, un fatto interpretato dai media stranieri come una vera e propria espulsione.
I numerosi articoli apparsi sulla stampa straniera in queste settimane farebbero pensare a una ondata di xenofobia a Pechino, e hanno dato il via a un acceso dibattito tra cinesi, stranieri, e in seno alle diverse comunità. Il cuore del problema sta nel capire se le opinioni di Rui siano o meno supportate da parte della CCTV, e quindi del governo cinese.

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