Neonazisti greci, dalla strada al parlamento e ritorno

Dopo l’elezione in parlamento del partito neonazista greco “Alba d’Oro”, che come previsto dai sondaggi ha superato lo sbarramento del 3% attestandosi addiritura al 7% e conquistando ben 21 seggi, non tardano a manifestarsi le prime ripercussioni per le strade di Atene. La base del partito è particolarmente euforica per il risultato ottenuto e non perde occasione per manifestarlo. Si registra un aumento degli episodi di violenza e di intolleranza nei confronti dei migranti. La dirigenza del partito, dal canto suo, se non ha mancato di prendere le difese degli attacchi squadristi degli ultimi mesi, cerca di non radicalizzare eccessivamente la propria immagine pubblica, in vista delle quasi certe nuove elezioni che dovebbero scolgersi di qui a un mese. I sondaggi danno infatti il partito in forte calo di consensi. Consensi che invece non sembrano facili da scalfire tra le fila della polizia, che secondo stime attendibili, almeno ad Atene, avrebbe votato con per almeno il 50% dei propri effettivi per Alba d’Oro.  D’altra parte non sono un mistero i rapporti che fin dagli anni ottanta legano il leader del partito Nikolaos Mihaloliakos ai servizi segreti greci, come il fatto che negli ultimi anni i militanti neonazisti siano stati utilizzati dalla polizia come servizio d’ordine aggiuntivo e come elemento di provocazione durante le manifestazioni di piazza.

Dopo il ciclo di trasmissioni “Laboratorio Zeta“, a partire dalla prossima settimana, ogni mercoledì non perdete l’appuntamento con “Pillole di Zeta”, il diario con le notizie salienti dalla Grecia, a cura di Margherita Dean.

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