Laboratorio Zeta 11: la Grecia contro l’austerità bipolare

Per 4 decenni hanno governato la Grecia alimentando la corruzione e il malgoverno. Dopo il voto di domenica Pasok e Nuova Democrazia, i 2 partiti storici del bipolarismo greco, sono però costretti a cedere e, almeno per il momento, a farsi da parte. Tra i dati più importanti che emergono dalle legislative greche del 6 maggio, oltre al rifiuto delle politiche di austerità imposte dalla troika, c’è la fine dell’alternanza tra centro-destra e centro-sinistra e di un sistema politico tra i principali responsabili dell’attuale collasso. Dopo aver imposto oltre 2 anni di drastiche misure, di tagli e licenziamenti e dopo aver accettato la svendita e la privatizzazione delle principali aziende del paese, i socialisti vengono rispediti a casa con le ossa rotte, mentre non meno critica è la situazione dei conservatori di ND, salvati solo da una legge elettrale che regala 50 seggi al partito di maggioranza. Dalle macerie del bipolarismo è emersa Syriza, la coalizione dei partiti della sinistra radicale, che ha ottenuto un incredibile successo sorpassando il Pasok e diventando il secondo partito nel Parlamento. Una forza tuttavia che non ha i numeri per governare e il cui scopo sembra oggi quello di rafforzarsi in vista di nuove elezioni. Mentre i neonazisti di Alba d’oro festeggiano il loro ingresso in Parlamento,in Grecia,  si fa sempre più strada  l’ipotesi di tornare il prima possibile alle urne.

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