Passpartù 28: Ruspe bipartisan

   Questa settimana a Passpartù facciamo un giro nei campi per rom, sinti e camminanti d’Italia. La nostra redazione è consapevole del fatto che questa fetta di popolazione non è ascrivibile alla cosiddetta categoria dei migranti, vivendo nel nostro Paese da tantissimi anni, a volte anche da secoli, ma ha comunque deciso di parlare di questo popolo, perchè ancora troppo discriminato e segregato. Inizieremo il nostro giro da Roma, dove è stato presententato un ricorso al Tribunale per evitare che sia aperto un nuovo campo; andremo poi nei comuni amministrati dalla sinistra, dove gli sgomberi continuano ad essere attuati.

Dieci milioni di euro per la costruzione di un “villaggio attrezzato” per 650 rom e sinti, con una spesa di mantenimento stimata sui  tre milioni l’anno. Così costa al Comune di Roma il campo della Barbuta, nel decimo municipio della capitale. Il campo, che dovrebbe presto aprire i battenti, sorge su una necropoli romana e all’interno del cono di volo dell’aeroporto di Ciampino, dove l’inquinamento acustico e ambientale è fortissimo. L’associazione “21 Luglio”, con L’Asgi, sta portando avanti un’azione legale contro il Comune di Roma, sostenendo l’illeggitimità del campo, non solo per le condizioni amibentali inadeguate ad ospitare persone, ma anche e soprattutto per il profilo discriminatorio di questo progetto, che trasferisce e aggrega un gruppo di persone in base alla sua origine etnica.
Costruito in deroga alle legge esistenti in nome dell”emergenza nomadi”, il campo della Barbuta fa parte di quel Piano Nomadi che il comune capitolino aveva presentato nel 2009 e che prevedeva la costruzione di tredici villaggi autorizzati in sostituzione degli oltre cento insediamenti abusvi presenti nella capitale. Oggi che la cosiddetta emergenza è finita, si continua a costruire e ad agire in deroga ai regolamenti vigenti, una prassi molto in voga in Italia, come ci ha spiegato ai nostri microfoni Alberto Puliafito. Puliafito è autore del documentario “Comando e controllo”, un racconto della gestione del potere in Italia attraverso le emergenze. La sua indagine ricostruisce le trasformazioni avvenute negli ultimi anni nel dipartimento nazionale della protezione civile e il modo in cui è stata gestito il post terremoto a L’aquila, ma la storia di “Comando e controllo” non riguarda solo L’aquila, il capoluogo abruzzese infatti diventa il paradigma di un modo di gestire il potere che non prende in considerazione le volontà delle comunità locali.

Questo è quanto accade sul territorio romano, governato da una giunta di destra che ha portato avanti una campagna elettorale i cui punti forti erano il tema della sicurezza nella città e l’allontanamento di rom e sinti dalla città. Ma cosa accade in altre realtà? Dario Paladini, giornalista di Terre di mezzo, è autore di una recentissima inchiesta sulla vita dei rom in quattro Comuni di centro-sinistra: Napoli, Firenze e Torino, Milano. L’indagine parte da una domanda: come sono cambiate le cose in quei comuni dove a governare oggi c’è una giunta di sinistra? Per i rom non c’è stato nessun miglioramento, gli sgomberi continuano ad essere attuati e i progetti di inserimento sociali sono bloccati. A Milano, nel giro di un anno, sotto l’amministrazione Pisapia, ci sono stati più di venti sgomberi. “Quello che cambia è il linguaggio” spiega Paladini “si parla di allontanamenti invece di sgomberi, ma nella sostanza non è cambiato nulla”.
Della situazione milanese parla anche Fabrizio Casavola, curatore del blog sivola.net , all’interno del suo libro “Vicini distanti. Cronache di via Idro”, edito dalla Ligera Edizioni. Nel libro Casavola raccoglie diverse storie che girano attorno al campo di via Idro, uno stanziamento esistente da quasi cinquanta anni in questa periferia di Milano. Dal libro emerge che il campo, anche se autorizzato, non è la miglior soluzione. Ci permettiamo di agigungere che  è necessario trovare altre poltiche possibili, e non solo per le persone di origine rom, ma anche per quei settantamila italiani che secondo l’ultimo censimento Istat vivono in roulotte, tende, baracche e accampamenti, una cifra che è tre volte  più alta rispetto a quella del 2001.

Ospiti della puntata: Carlo Stasolla, Alberto Puliafito, Dario Paladini, Fabrizio Casavola

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